Argentina, rabbino capo assalito e derubato: "atto antisemita"

Gabriel Davidovich, rabbino capo dell'Argentina è stato brutalmente picchiato da 7 sconosciuti in casa sua

Gabriel Davidovich, rabbino capo dell'Argentina, è stato brutalmente picchiato da sette sconosciuti che si sono introdotti in casa sua nella notte. "Sappiamo che sei il rabbino dell'Amia", gli hanno urlato gli assalitori prima di picchiarlo causandogli la frattura di varie costole e la perforazione di un polmone. La moglie del rabbino è invece stata legata e costretta ad assistere al pestaggio.

Prima di andare via gli aggressori hanno anche derubato la coppia. Le autorità argentine sono convinte che non si tratti di un atto antisemita, ma nella comunità ebraica c'è grande preoccupazione perché questo caso di violenza arriva a pochi giorni dalla profanazione di un cimitero ebraico di Buenos Aires.

Il caso ha avuto forte risalto in Israele, dove anche il primo ministro Benyamin Netanyahu ha commentato quanto accaduto puntando il dito contro l'antisemitismo: "non bisogna permettere all'antisemitismo di rialzare la testa".

L'antisemitismo è un problema sentito anche in Argentina; nel luglio del 1994 l'Aima (Associazione Mutualità Israelita Argentina) subì un terribile attentato nel quale persero la vita 85 persone, per il quale non si sono mai trovati i colpevoli.

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