Boldrini: "Ok il reddito di cittadinanza, ma com'è fatto si rischia un pasticcio"

L'ex Presidente della Camera ha parlato anche dell'autonomia regionale.

Laura Boldrini sul reddito di cittadinanza

L'ex Presidente della Camera e attuale deputata di Liberi e Uguali Laura Boldrini questa mattina è stata ospite di Studio24 su Rainews 24 e ha risposto a domande su tutti i temi più caldi del momento. Prima di tutto c'è il decreto su reddito di cittadinanza e Quota 100. Su questo punto Boldrini ha detto:

"Nella scorsa legislatura qualcosa era stato fatto con il REI, ma non era abbastanza. Io sono d'accordo con provvedimento contro la povertà, ma qui mi sembra che non ci sia nulla ancora in ordine. I centri per l'impiego, i navigator... Si sta facendo una corsa a ostacoli solo per arrivare alle elezioni europee. Si rischia di creare una macchina difettosa fin dall'inizio, che ha lo scopo solo di fare consenso. Io l'ho chiesto ai 5 Stelle: se non c'è lavoro cosa andiamo a offrire alle persone?"

E ha aggiunto:

"Chi sta all'estero non rientrerà per il reddito di cittadinanza, ma quando ci saranno prospettive di carriera. Se non creiamo lavoro, le persone continueranno ad andarsene"

L'ex Presidente della Camera ha spiegato:

"Se l'obiettivo è di dare dei mezzi per combattere la povertà e trovare lavoro, temo che non si possa raggiungere con questo provvedimento"

Poi ha ricordato il "drammatico" passaggio alle Camere della legge di bilancio:

"La legge di bilancio così come ci è stata presentata è stata un grande strappo istituzionale, non è mai successo che la legge madre non venisse discussa nemmeno da un ramo del parlamento. Andiamo avanti con le fiduce, una sull'altra. Adesso c'è anche il tradimento di quello che per loro prima era un mantra, cioè che il parlamento è centrale. È stato un passaggio drammatico. Il dialogo ci dovrebbe sempre essere, l'opposizione non esiste in quanto tale, ma perché può dare un contributo alla messa a fuoco delle norme. Ma vedo che non c'è molto margine di discussione"

Durante la trasmissione è stato fatto un breve collegamento per sentire un intervento del Premier Giuseppe Conte che parlava alla presentazione della “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” sul terrorismo e Boldrini ha commentato:

"Bisogna distinguere i vari fenomeni, una cosa è la minaccia terroristica e un'altra l'immigrazione. È fuorviante accostare questi due fattori"

Laura Boldrini sull'autonomia regionale differenziata

Altro tema caldo è l'autonomia regionale. Su questo punto Boldrini ha detto:

"Penso che dovremmo rispettare la costituzione con una progressività della tassazione che ora non è messa al centro. Pensare che tutti possiamo avere la stessa tassazione, la flat tax, è un'ingiustizia insopportabile. E tra l'altro non funziona, a discapito dei servizi, che ne risentono. Io penso che l'austerità abbia fatto male. Prima lavoravo all'UNHCR e mi occupavo dell'Europa meridionale. Ho visto che cosa è successo in Grecia, con le famiglie che non riuscivano a mantenere i figli e li mandavano negli orfanotrofi. Un Paese che è la culla della nostra cultura in cui è stato fatto uno scempio. Se le regole non possono sostenere tutto questo vanno cambiate e lo si fa con le alleanze. Non si può andare a un tavolo e dire non ci piacciono queste regole e basta. Politicamente non siamo stati in grado di fare delle alleanze e questo va a danno dei cittadini. Quelle regole o riusciamo a cambiarle o dobbiamo rispettarle. È stata patetica la pantomima sul balcone quando è stato aumentato il debito e poi hanno dovuto trattare con Juncker e nel frattempo lo spread è salito e ci siamo indebitati ancora di più. Questo è stato il capolavoro che hanno fatto"

E ha chiarito:

"Non possiamo avallare l'idea che ci siano regioni di Serie A e regioni si Serie B. Non è sostenibile rispetto all'unità nazionale, si farebbe un enorme errore. Poi c'è una certa contrarietà anche rispetto al fatto che questo governo sovranista dovrebbe lavorare per l'unità del Paese, invece così si spacca. Al Sud è sentita come qualcosa che va a minacciare i diritti dei cittadini. Il passaggio parlamentare è indispensabile e poi occorre fare di tutto affinché si evitino altre disuguaglianze in Italia, che ce ne sono già tante. Se il Meridione non si riprende, non si riprenderà tutto il Paese. Io mi appello al senso di responsabilità. Bisogna andare oltre le pressioni che un leader può subire da una parte del suo elettorato"

Laura Boldrini e i progressisti alle Elezioni Europee

Boldrini ha parlato anche delle prossime elezioni Europee e di come ci arriverà la sinistra:

"Che aspetta la sinistra a unire le forze? Penso che in una situazione come questa occorre andare oltre i distinguo, perché il rischio è di estinguersi. Viviamo una fase molto critica. Non possiamo dare la precedenza alle situazioni che non ci vedono d'accordo. Io cerco di fare un ragionamento unitario, specialmente per le prossime elezioni Europee. Serve un progetto nuovo, innovativo, chiamando a partecipare tutte quelle parti della nostra società che non si sono più sentite rappresentate dal centrosinistra. Una lista unica, con un simbolo unico, in cui confluiscano tutti coloro dell'area progressista. È da giugno che ne parlo, da prima di Calenda. Dobbiamo lavorare sull'ecologia, su un'economia basata sulla crescita e non l'austerità, sulla centralità dei diritti, su una seria riflessione su come gestire la materia migratoria, sull'armonizzazione del Fisco, perché l'UE deve avere una politica fiscale comune, che non sia differenziata tra i vari Paesi. Ci vuole dentro il mondo del lavoro, dell'ambiente, dei sindaci, LGBT, tutti coloro che si sono sentiti messi da parte e o non hanno votato o hanno votato M5S, ma ora sono delusi. Se il centrosinistra non riesce a fare un progetto politico credibile, io penso che la gente alla fine non andrà a votare. Abbiamo il dovere di creare un'alternativa credibile, mettendo al centro i temi e tutti coloro che li mettono in atto nella società"

Poi ha aggiunto:

"Queste non sono semplici elezioni, sono elezioni campali e ci giochiamo il futuro dell'UE. Ci sono quelli che vogliono disgregarla e sono le forze sovraniste per fare un favore a Usa e Russia. E poi c'è chi vuole cambiarla, come me, perché com'è ora non funziona, è un ibrido. Dobbiamo cambiare l'Europa per salvarla. C'è un immobilismo in cui decidono solo i capi di governo più forti e il Consiglio Europeo si adatta. Come fa Conte, che dice 'No, no' e poi invece vota come vota il Consiglio. Penso che bisogna uscire da questo stallo e andare verso una federazione di Stati attraverso un lavoro politico indispensabile per la sopravvivenza dell'Europa"

Laura Boldrini e le primarie PD: "Sostengo Zingaretti"

Per quanto riguarda le primarie del PD, Boldrini, essendo di LeU, non voterà, ma ha detto:

"Penso che quello che succederà alle primarie interessi tutti, tutto il Paese. Penso che ognuno di noi debba esercitare il voto. Io non corrisponderei alle regole che ci sono alle primarie, perché non sono iscritta al PD, sono stata eletta con un'altra lista. Per questo, per rispetto delle regole, non vado a votare alle primarie, ma spero che tra i tre penso che chi è più orientato verso quello schema di apertura, coinvolgimento e unità sia Nicola Zingaretti. C'è bisogno di questa unità, la gente ce lo chiede e penso che Zingaretti risponda a questa esigenza"

Boldrini ha parlato anche più in generale della sinistra degli ultimi anni:

"La sinistra, rispetto alla globalizzazione, ha reagito nel modo più sbagliato. Una parte della sinistra l'ha sposata in toto, senza apportare correttivi alle sue disfunzioni, che sono tante e pesanti, e dunque non ha difeso le parti più deboli. Un'altra parte della sinistra, invece, ha demonizzato la globalizzazione. Ma c'è una via di mezzo. La globalizzazione è comunque andata avanti. Per questo c'è stata un'interruzione del rapporto tra le classi sociali che sono state sempre di sinistra e la sinistra stessa. C'è stato l'errore di pensare che quello fosse l'unico modello possibile e che dunque bisognava prenderlo o lasciarlo. È un fenomeno con cui fare i conti, ma si possono attuare dei correttivi. Una sinistra contemporanea deve agire proprio in quel senso, apportando dei correttivi"

Il Ddl Pillon e la legge sul revenge porn

Laura Boldrini in questo periodo è impegnata a opporsi al disegno di legge proposto dal leghista Simone Pillon, che è un ritorno a prima della legge sul divorzio:

"Il Ddl Pillon impedisce o comunque rende molto difficile il divorzio, i figli vengono considerati dei pacchi postali e non c'è più l'assegno di mantenimento per il bambino in un Paese in cui solo il 49% delle donne lavora e dunque la madre non potrà più tenerlo. C'è una sorta di sindrome di alienazione parentale, per cui se un bambino non vuole più vedere un genitore violento è colpa dell'altro genitore che glielo mette contro. Il Ddl dice che anche se c'è violenza domestica ci deve essere mediazione, ma è vietato dalla Convenzione di Istanbul. Questo Ddl non può essere emendato, va completamente eliminato, è oscurantista"

Boldrini ha parlato anche di una legge a cui sta lavorando, quella sul revenge porn, che non è ancora un reato in Italia:

"Tre associazione hanno fatto una petizione su Change.org grazie a una ragazza che ha usato la sua esperienza drammatica per evitare che succeda ancora, sono state raccolte 100mila firme. Io mi sono sentita di accoglierlo, c'è stato un tavolo tecnico con polizia postale ed esperti e abbiamo elaborato i primi punti della proposta di legge. So che il M5S ne ha fatto una sua, sarebbe bello se fosse sensibile alla partecipazione diretta. Se c'è disponibilità a collaborare io ne sarei felicissima"

La legge proposta dal M5S intanto è in discussione sulla piattaforma Rousseau.

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