Palazzo Grazioli e nomine Rai

Vedendo questo video in molti avranno pensato ad una battuta. La solita battuta del Premier, noto gaffeur. Siamo a Londra, conferenza congiunta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell'economia Giulio Tremonti a margine del G20. Il titolare del dicastero di via XX Settembre ironizza sul ruolo dei capi di governo ("stavolta hanno fatto tutto loro, ogni tanto si applaudivano") ma il Cavaliere non ci sta: "I ministri in compenso stavano al cesso". Galanterie. Una giornalista (del Tg3?) prende appunti. Berlusconi punta il dito: "Cosa scrivi? Guarda che ci sono riunioni a casa mia per la Rai ... stai attenta! stai attenta!". Tutti ridono.

Roma, venerdì 17 aprile, due settimane dopo. Via vai da Palazzo Grazioli. Dirà Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, al termine dell'incontro: "Abbiamo parlato prevalentemente del terremoto dell'Abruzzo". Ma in realtà quello che si è appena consumato è un vero e proprio vertice per mettere a punto le nomine Rai. Una partita delicata che va chiusa quanto prima.
Qui trovate un'infografica di Repubblica che sintetizza tutte le possibili nomine. Per ora sembra certo il ritorno di Mimun (oggi direttore del Tg5) al Tg1 al posto di Riotta (Sole 24 Ore) e la promozione di Mauro Mazza (Tg2) alla direzione della prima rete.

Filippo Ceccarelli, sempre su Repubblica di oggi, traccia un profilo quasi sociologico del Cav. che "porta il potere a domicilio". "Di solito - scrive - i vertici coincidono con l'ora di pranzo. Ciò vuol dire che egli provvede anche a nutrire i suoi alleati che poi sarebbe la massima forma e primaria di superiorità".
Reazioni stizzite dall'opposizione: "È un'indecente esibizione del conflitto di interessi. Siamo al disprezzo delle minime regole di decenza e di ogni parvenza di autonomia anche formale del vertice Rai. Che nel frattempo, infatti, si occupa di vignette", dice Gentiloni.

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