Tav, Toninelli: "Analisi extra è negativa". PD: deve dimettersi, presentiamo mozione di sfiducia

Danilo Toninelli

Il Partito Democratico vuole sfiduciare il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli per l’atteggiamento sulla Tav e non solo: "Presenteremo una mozione di sfiducia per Toninelli che ha bloccato i cantieri in tutta Italia, ha preso in giro gli italiani e per essere stato di fatto commissariato".

La mozione di sfiducia contro Toninelli è stata annunciata dalla deputata Raffaella Paita, capogruppo PD in commissione Trasporti della Camera: "Perdita di finanziamenti, imprese in ginocchio, lavoratori lasciati a casa. Da questa vicenda emerge una sola certezza: Toninelli deve dimettersi" ha detto la parlamentare.

Toninelli: supplemento analisi negativo per 2,5 miliardi

Il ministro Toninelli ieri aveva assicurato che una decisione definitiva sulla Tav sarebbe stata presa entro la prossima settimana mentre affiorano le ipotesi di una Tav "di compromesso", una mini Tav, che potrebbe avvicinare la posizioni di Lega, favorevole all’opera, e M5s, contrario e comunque diviso tra un’ala possibilista e una più radicale e intransigente.

A tentare la mediazione è il premier Giuseppe Conte, secondo cui in ogni caso la Tav non si può bloccare, anche perché, come sottolineato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria qualche giorno fa, il messaggio che si darebbe agli investitori esteri sarebbe molto deleterio.

Stamattina Toninelli è tornato a parlare dell’analisi integrativa sui costi/benefici della Tav precisando che il la non è arrivato da Palazzo Chigi: "L'ulteriore supplemento dell'analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione, che riguarda solo la parte italiana del tunnel di base e la tratta nazionale, è stato prodotto dal gruppo di lavoro del professor Ponti su uno specifico input giunto non dalla Presidenza del Consiglio".

Il ministro ha chiosato: "Il risultato è comunque molto negativo, circa 2,5 miliardi nello scenario realistico". L’analisi integrativa ha considerato solo le perdite per l’Italia, scorporando i costi a carico di Ue e Francia, passando così dai 7 miliardi di perdite calcolati inizialmente ai 2,5 miliardi di cui ha parlato il ministro oggi.

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