Anm: "Magistratura con finalità politiche? È un pensiero inaccettabile"

Sulla possibile riforma della Giustizia: ''Parlamento e Governo non coltivino una proposta che rischia di fare male alla giustizia e ai cittadini''

Ancora una volta il Presidente della Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, ha deciso di intervenire nel dibattito pubblico. Non sono mancati in questi mesi i momenti di tensione con il Governo, così come con l'opposizione. La vicenda Diciotti ha infiammato la politica, ma lo stesso si può dire anche degli arresti domiciliari disposti per i genitori di Matteo Renzi.

Mai come in quest'ultimo periodo gli attacchi alla magistratura sono arrivati da più fronti. Lo scorso 20 febbraio la Anm ha risposto proprio a Renzi ed ai renziani, che avevano parlato di "giustizia ad orologeria" e di "provvedimento abnorme" riferendosi agli arresti domiciliari per i genitori dell'ex Premier.

Francesco Minisci - nel corso di un congresso organizzato da Magistratura Democratica - ha nuovamente difeso l'operato della categoria: "non è mai rivolta a favorire o danneggiare una parte politica. Non è accettabile parlare di interventi orientati, mediaticamente pilotati o aventi finalità politiche. I provvedimenti della magistratura hanno sempre un unico obiettivo, la tutela dei cittadini senza distinzioni. Non possiamo dire che sono giusti quando incontrano il nostro gradimento o che sono politici quando non ci piacciono. I magistrati non svolgono azione politica ma applicano rigorosamente le leggi dello Stato".

Ancora una volta il presidente dell'Anm ha ribadito che è "inammissibile" sentire parlare di "una giustizia a orologeria" perché "come le lancette dell'orologio l'azione dei magistrati non si ferma mai e non è rivolta a una contingenza politica, né a favorire i danneggiare qualcuno". "È giusto fare chiarezza su questo per evitare tuffi in un passato che non vogliamo rivivere".

Manisci ha poi parlato del tema della separazione delle carriere: "Bisogna evitare la tentazione di riformare la magistratura e non la giustizia, come accaduto in passato. Difendiamo la comune cultura di giudici e pm. L'idea di un pm sottoposto all'esecutivo è un rischio che non possiamo e non vogliamo correre. Parlamento e governo non coltivino una proposta che rischia di fare male alla giustizia e ai cittadini".

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