Legittima difesa: spunta dossier dei 5 Stelle

Il documento, redatto dalla deputata Rina De Lorenzo, tra i deputati dei 5 Stelle

Domani la Camera dei Deputati dovrebbe approvare la nuova legge sulla legittima difesa voluta dalla Lega di Salvini. Il testo è stato già approvato al Senato e la maggioranza punta a confermarlo in toto per evitare che torni indietro a Palazzo Madama. L'accordo politico c'è e Salvini l'ha ribadito anche ieri; la maggioranza, dunque, sembrerebbe compatta. Non tutti però - tra i deputati dei 5 Stelle - sono realmente allineati .

Da giorni sulle caselle mail dei deputati pentastellati sta circolando un documento redatto dalla deputata Rina De Lorenzo, che ha fatto un'analisi puntuale del testo di legge mettendo in evidenza le sue criticità. Non si conoscono ancora i numeri di questo gruppetto di dissidenti, ma va registrata l'assenza di una 30ina di deputati dei 5 Stelle in questo primo giorno di discussione a Montecitorio.

Con il suo dossier, la De Lorenzo ha fatto alcune sottolineature: "L'articolo 1 della pdl in questione modifica il comma 2 dell'articolo 52 c.p., precisando che nei casi di legittima difesa domiciliare si considera 'sempre' sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l'offesa. L'inserimento dell'avverbio 'sempre' tra il verbo 'sussiste' e le parole 'il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo' introdurrebbe una presunzione di proporzionalità assoluta".

Questo passaggio del testo, sempre secondo il parere della De Lorenzo, è evidentemente incostituzionale: "per effetto di tale modifica finirebbe con l'essere ritenuta sempre legittima qualsiasi reazione difensiva anche se sproporzionata. Tale presunzione assoluta è chiaramente costituzionalmente illegittima in quanto finirebbe con l'essere postulata come esistente sempre e quindi anche nei casi, pur se marginali, in cui una proporzione non esiste, derivandone una violazione del principio di uguaglianza considerato che verrebbero ad essere trattati in maniera eguale fatti difensivi diversi".

Anche il quarto comma dell'art. 52 c.p. non convince la De Lorenzo perché "introdurrebbe una presunzione di legittima difesa" e "la difesa in quanto tale non è sempre e comunque legittima, considerato che per essere tale deve rispettare i fondamentali requisiti enunciati dal primo comma dell'art. 52 del c.p".

Ancora dubbi anche sull'art 2 della pdl, secondo il quale lo stato di "grave turbamento" sarebbe sufficiente a "giustificare ogni atto come espressivo di una legittima difesa".

La nuova legge, inoltre, punta anche a salvaguardare economicamente chi dovesse venire accusato di eccesso di legittima difesa, per il quale è previsto l'accesso al gratuito patrocinio. Anche questo passaggio del testo, secondo la De Lorenzo, è incostituzionale: "verrebbero poste a carico dello Stato soltanto le spese sostenute da colui a cui viene riconosciuta la scriminante della legittima difesa e non anche le spese sostenute da colui a cui viene riconosciuto lo stato di necessità, l'esercizio di un diritto, l'adempimento di un dovere o l'uso legittimo delle armi. Ne deriverebbe dunque una violazione del principio di uguaglianza tra la scriminante della legittima difesa e le altre".

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