Reddito di cittadinanza: niente resse ai Caf e in posta | Arrivano i ricorsi degli stranieri

reddito cittadinanza

La tanto attesa corsa alla richiesta del reddito di cittadinanza, almeno nel primo giorno ufficiale in cui possono essere presentate le domande, non c’è stata. Se n’è discusso per mesi e qualcuno ci aveva anche ironizzato su parlando di resse ai Caf e alle poste per richiedere il reddito di cittadinanza. Le prime informazioni delle agenzie di stampa, invece, sostengono che non sia accaduto nulla di tutto ciò. Il 6 marzo, primo giorno valido per presentare la domanda, è iniziato in maniera soft: non si registrano resse presso gli sportelli degli uffici postali, né ai Caf. Solo in alcune città del Sud Italia sono documentate presenze più importanti, ma niente che possa far parlare di code interminabili, come preventivato da alcune parti.

Reddito di cittadinanza: i ricorsi degli stranieri

L’impressione è che in tanti vogliano attendere ancora qualche giorno per capire meglio quale sia il meccanismo preciso del reddito di cittadinanza, visti i numerosi paletti e le novità, rispetto al progetto iniziale, introdotte prima dell’attuazione. Intanto, però, l’avvocato dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi), Alberto Guariso, annuncia che entro un paio di mesi saranno depositati i primi ricorsi per sollevare eccezione di incostituzionalità della legge sul reddito di cittadinanza.

Una mossa nemmeno tanto a sorpresa per il governo: il legale sostiene che la misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle in realtà andrebbe e penalizzare gli stranieri presenti in Italia da tanti anni. La prima causa sarà a Milano.

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