Membri del clan Spada chiedono il reddito di cittadinanza. Di Maio: "Non avranno un euro"

Secondo quanto riportato dal Messaggero almeno tre nuclei della famiglia Spada hanno chiesto il RdC.

Famiglia Spada vuole Reddito di Cittadinanza

Il Messaggero, quotidiano di Roma, ha riportato e verificato una notizia secondo la quale alcuni membri del clan Spada hanno presentato la domanda per il Reddito di Cittadinanza. La fonte, in particolare, è il CAF della Cisl di Ostia. Ebbene, secondo quanto raccontano gli impiegati del Centro di Assistenza Fiscale, "almeno tre nuclei della famiglia Spada hanno preso appuntamento per la compilazione dell'idee, il documento è senz'altro prerogativa per poter chiedere poi il reddito di cittadinanza".

Ricordiamo che il clan Spada è osservato speciale dopo l'indagine del giornalista di Raidue Daniele Piervincenzi, che fu aggredito da Roberto Spada con una testata. E Roberto Spada è stato condannato per quell'aggressione a sei anni di carcere (dove si trova attualmente dopo la conferma in Appello).

Pronta è arrivata la replica del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che ha commentato:

"Il Reddito di Cittadinanza è una misura per il sostegno degli invisibili, per ridare una speranza a chi la merita. Leggo che alcuni membri del clan Spada avrebbero avanzato richiesta. Non so se è vero, ma posso garantire che chi fa parte del clan Spada non prenderà un solo euro. Nemmeno uno! Ho già chiesto personalmente di fare le opportune verifiche sul caso"

Ma se la legge desse ragione agli Spada? In fondo è molto probabile che rientrino nei parametri per chiedere il Reddito di Cittadinanza. Molti di loro, infatti, risultano nullatenenti e quindi potrebbero avere tutti i requisiti.

C'è un altro punto da sottolineare: il decreto sul Reddito di Cittadinanza è ancora in discussione in Parlamento e in questi giorni è stato approvato un emendamento che punta a rimediare proprio a problemi di questo tipo, ossia quelli che ne deriverebbero dalle richieste da parte di famiglie che avrebbero i requisiti, ma hanno al proprio interno dei pregiudicati. L'obiettivo sarebbe quello di evitare che chi ha precedenti penali possa ottenere il Reddito di Cittadinanza, ma c'è il rischio che una limitazione del genere possa essere considerata una discriminazione.

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