Tav, Fico: "È una battaglia identitaria del Movimento"

Roberto Fico

A smentire il pentastellato Stefano Buffagni, che ieri aveva parlato senza mezzi termini di crisi di governo in atto, in queste ore ci hanno pensato il vicepremier Matteo Salvini e il ministro leghista Gian Marco Centinaio, ma anche da alcune figure chiave del Movimento 5 Stelle sono giunte rassicurazioni.

Davide Casaleggio, figlio del defunto co-fondatore di M5S, ha brevemente replicato alle domande dei giornalisti a Villaggio Rousseau, smentendo la crisi in atto:

Non penso ci sia una crisi di governo. So che voi avete questo focus. Oggi siamo a Villaggio Rousseau, un bell'evento di partecipazione, e di questo vorrei parlare.

Ben più loquace, come al solito, è stato invece il Presidente della Camera Roberto Fico, oggi in visita a Napoli. Fico è fortemente No-Tav, come tutto il Movimento 5 Stelle, e anche in questa occasione ha voluto riepilogare i tanti momenti in cui M5S ha detto no all'opera che ora rischia di spaccare il governo.

Quella contro la Tav è una "battaglia identitaria del Movimento":

Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano, fu fatta a Torino perché quel giorno c'era la grande manifestazione per dire no alla Tav. Eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c'era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav. Non era un'idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali.

Il Movimento 5 Stelle non si è mai mosso da quella posizione:

Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l'ennesimo no documentato e non ideologico alla tav. È una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un'opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così.

Anche secondo Fico, però, non è in corso alcuna crisi di governo: "La legislatura è saldamente in piedi, c'è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera".

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