TAV: deciso il rinvio dei bandi

Il Governo ha deciso di non decidere. C'era bisogno di giungere ad un punto d'incontro e alla fine si è deciso di accantonare il problema, rinviandolo di altri 6 mesi. Ad annunciare per prima il rinvio dei bandi di TELT è stata Laura Castelli, sottosegretaria all'Economia in forza ai 5 Stelle: "Abbiamo ottenuto il rinvio dei bandi per il Tav che partiranno tra 6 mesi solo se Italia Francia raggiungeranno un accordo serio. Tutto questo senza nessun costo per lo Stato e senza toccare i soldi degli italiani. Questo governo prosegue forte del rispetto del suo contratto fondatore per realizzare le cose che servono all’Italia".

Anche da TELT è arrivata la conferma dello stallo: "Tra Palazzo Chigi e Telt è in corso una interlocuzione, il cui obiettivo è quello di rispettare le indicazioni dei governi in vista del consiglio d'amministrazione di lunedì".

Il Presidente del Consiglio, invece, ha condiviso uno status su Facebook con il quale ha fatto il punto della situazione, riportando la lettera inviata a TELT:

"Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti. Ho inviato una lettera alla Telt, società incaricata della realizzazione della Torino - Lione, invitandola ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara. Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente” questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati.

La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani.

Qui di seguito trovate le due lettere. Lavoriamo in piena trasparenza perché non ci lasciamo condizionare dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari. Fino a quando questo Governo sarà in carica, per quanto mi riguarda, sarà così. Sempre".

Matteo Salvini, invece, ha ribadito gli obiettivi del suo partito: "Ricordo che nel contratto c'è la revisione dell'opera, si può rivedere il progetto, risparmiare sui costi, ma non sta scritto da nessuna parte che l'opera debba essere cancellata. Resto convinto che si debba fare". Per Salvini è "importante che si dia un segnale di partenza e apertura". In ogni caso, qualora non si dovesse trovare un accordo tra le forze di Governo, Salvini è pronto a passare la parola agli italiani: "Io sono disponibile a tutto, a un pronunciamento del Parlamento, a un pronunciamento degli italiani con un referendum".

Per il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, la scelta del Governo è degna della "repubblica delle banane": "La lettera di Palazzo Chigi a Telt parla esplicitamente di non fare partire i capitolati d'appalto lasciando aperto un piccolo spiraglio, non chiarissimo. E vedremo lunedì. È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni di interesse sapendo già che i capitolati d'appalto non saranno mai affidati".

Dello stesso avviso Zingaretti: "Sulla Tav un pasticcio indecente e un danno immenso alla credibilità dell'Italia. Così si distrugge la fiducia. Il governo si tiene insieme solo per un patto per la gestione del potere. Spero provino vergogna. È tempo di cambiare".

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