Conte: "Ho l'obbligo di decidere ciò che è meglio per gli italiani, non per i 5Stelle"

Il Premier ha rilasciato un'intervista a Marco Travaglio.

Giuseppe Conte su bandi TAV

Il Premier Giuseppe Conte ha rilasciato ieri un'intervista a Marco Travaglio, direttore de il Fatto Quotidiano, pubblicata oggi sul quotidiano. Il Presidente del Consiglio ha spiegato nel dettaglio il perché della decisione presa ieri sui bandi Tav e delle lettere inviate a Telt, ma anche dei contatti in corso con la Francia e l'Unione Europea.

Conte ha detto:

"Prima di prendere in mano il dossier Tav, davvero non avevo alcuna opinione in materia, anche se per miei studi e formazione sono un grande appassionato di blue economy, e voglio dare come premier una spinta forte all'economia circolare, alla decarbonizzazione e a modelli più avanzati di sviluppo anche in tema di trasporti: noi governanti dobbiamo essere custodi del pianeta, non dispersori di risorse. Ma sul Tav non avevo studiato nulla e dunque non ero né pro né contro. Anzi, a furia di sentir dire che il Tav era in pieno corso, che gli scavi erano in stadio avanzato, iniziavo a pensare che tanto valesse completare l'ultimo tratto mancante. Ho anche ricevuto una nutrita delegazione di imprenditori e amministratori pro Tav. E li ho ascoltati senza pregiudizi. Poi, cominciando a studiare, mi son reso conto che i bandi dell'opera vera e propria non erano neppure partiti. E ho iniziato a dubitare della sua utilità, tanto più che deve ancora iniziare"

E quando Travaglio gli ha chiesto se è stata l'analisi costi-benefici degli esperti guidati da Ponti a convincerlo, lui ha risposto:

"Le dico di più: non mi è bastata neppure quella. Così ho chiamato Di Maio, Salvini e Toninelli a Palazzo Chigi, con i tecnici dell'analisi del Mit e quelli contrari della Lega. E mi son portato dei miei esperti, per essere il più informato e imparziale possibile. Ho iniziato il vertice da agnostico e ho assistito allo stress test che l'analisi del governo subiva da Salvini e dai suoi. Se non avesse retto, avrei detto sì a Salvini e no a Di Maio, anche se sapevo che avrei messo in grave difficoltà i 5Stelle. Ma io ho l'obbligo di decidere ciò che è meglio per gli italiani, non per i 5Stelle"

E ha concluso:

"Alla fine l'analisi ha retto bene allo stress test. E allora ho avvertito tutti i presenti che nessuno deve permettersi di dirmi: l'analisi regge, ma la buttiamo nel cestino perché l'opera va fatta lo stesso senza discuterne. Ma come: abbiamo parlato per cinque mesi agli italiani dell'analisi costi-benefici e poi la cestiniamo? Sarebbe una presa in giro e io non sono un pagliaccio. Ecco il metodo: finché ci sarò io a Palazzo Chigi, non permetterò a nessuno di deviare le mie decisioni per ragioni di parte, ideologiche o affaristiche. È l'unico metodo che può garantire i soldi e gli interessi dei cittadini italiani"

Per quanto riguarda la risposta di Telt, ha detto che la ritiene molto soddisfacente perché conferma come si possano avviare le dichiarazioni di interesse senza far partire i bandi di gara per alcuni mesi e senza rischi di penali o di perdita dei finanziamenti europei.

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