Vaccini, Lorenzin: "Le legge è un successo, ma temo venga smantellata per ottenere il consenso dei no vax"

"Non vorrei che il problema della legge sia che si chiama Lorenzin..."

Beatrice Lorenzin su vaccini obbligatori

L'ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin è stata intervistata da Radio Capital e ha parlato della sua legge sull'obbligatorietà dei vaccini:

"I risultati della vaccinazione obbligatoria mi fanno un effetto positivo e confortante, perché vuol dire che abbiamo allontanato l'insorgenza di nuove e più gravi epidemie per i prossimi anni dal nostro Paese. Questo era l'obiettivo. Ricordo a tutti che per me l'obbligatorietà non è il fine della legge, ma è un mezzo attraverso cui arrivare alla copertura dell'immunità di gregge. I cittadini italiano non lo sanno, ma si è parlato tantissimo in tutti i congressi mondiali di quello che ha raggiunto l'Italia in così breve tempo, cioè ha aumentato le coperture del 10-12%, in alcune province ancora di più, quindi abbiamo avuto un vero effetto straordinario che ci dimostra due cose: 1) il popolo italiano ha bisogno di avere una certezza di un'azione, cioè sapere che quella cosa va bene e va fatta; 2) passare attraverso le scuole ha responsabilizzato tutti, sia gli operatori sanitari, sia le famiglie che la scuola. Ora la preoccupazione è non fare passi indietro, quindi da una parte continuare a lavorare moltissimo anche sul piano culturale, sulla formazione, sulla sensibilizzazione delle famiglie. Abbiamo recuperato i bambini piccoli, ma abbiamo migliaia e migliaia di giovani che non sono stati vaccinati e che sono fuori da questo regio, su cui bisogna assolutamente lavorare. Penso alla ragazza che è morta proprio oggi a Reggio Emilia di meningite a soli 19 anni. Ecco questi sono tutti casi che attraverso una grande copertura di cultura vaccinale si possono evitare"

Le è stato poi fatto notare che la ministra Grillo dice che la legge sarà cambiata, perché usare l'obbligo è un fatto politico, non scientifico, bisogna agire in base alle condizioni epidemiologiche perché oggi ci potrebbe essere bisogno di introdurlo contro una malattia, domani contro un'altra. Lorenzin ha risposto:

"Innanzitutto spero che il problema della legge non sia il fatto che si chiama Lorenzin. Io ricordo che quando avevo fatto una prima impostazione della norma, la mia norma prevedeva un cambiamento anno per anno, in base al cambiamento epidemiologico. Questo è già insito nella legge, cioè la legge permette ogni tre anni di rivisitarla ogni in base ai dati epidemiologici, quindi sarà il ministro che decide in base ai dati epidemiologici. I dati però non cambiano ogni tre anni, cioè il consolidamento di una cultura vaccinale, purtroppo, con copertura, come ci dimostra oggi l'epidemia di morbillo in atto, non cambia in tre anni, quello che è irragionevole è tornare indietro sull'esavalente"

A Lorenzin è stato chiesto anche se teme che la legge venga smantellata e lei ha detto:

"Io temo di sì, temo che continui un dibattito inutile soltanto per dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte del consenso elettorale dei no vax. Per me l'obiettivo è che noi abbiamo copertura al 95% sia per quanto riguarda morbillo, orecchioni, rosolia e varicella, sia per quanto riguarda le altre vaccinazioni"

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