Europee, +Europa dice no al PD di Zingaretti. La delusione di Calenda: "Siamo Europei è ko"

L'ex ministro accusa il segretario Benedetto Della Vedova di "tatticismo linguistico".

Pd e +Europa non si presentano insieme alle Europee

Neanche Nicola Zingaretti è riuscito nel miracolo di convincere +Europa di Emma Bonino a presentarsi alle elezioni Europee di maggio in una lista unitaria con il PD. Il segretario attuale, Benedetto Della Vedova, non vuole parlare di rifiuto vero e proprio, ma in realtà ha tutta l'aria di esserlo, soprattutto perché prima dell'incontro di ieri con Zingaretti, avvenuto nella sede di +Europa, si parlava di alleanza, che invece non ci sarà.

Della Vedova parla di una "comune visione europeista" con il PD, ma il 26 maggio i due partiti si presenteranno in liste separate. Il segretario di +Europa ha spiegato:

"Abbiamo avuto in confronto leale. Abbiamo una visione comune dell'Unione Europea. Ci riconosciamo nel manifesto di Calenda, ma alle europee ci presenteremo in modo distinto"

E proprio l'ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda è colui che ci è rimasto più male dopo l'esito dell'incontro di ieri, tanto da scrivere su Twitter:

"+Europa ha definitivamente chiuso all’ipotesi di fare una lista unitaria anche dopo l’offerta del PD di piena e paritetica visibilità dei loghi sotto un ombrello comune. Il fronte unitario delle forze europeiste non ci sarà. È un grave errore. Peccato"

Della Vedova gli ha risposto dicendo che non è un rifiuto, ma una "condivisione" con Zingaretti e una visione comune con Siamo Europei, ma Calenda ha risposto stizzito accusandolo di tatticismi linguistici.

Il segretario di +Europa adduce come scusa principale il fatto che i due partiti appartengono a famiglie politiche europee diverse, ossia +Europa ai liberal-democratici dell'Alde, il PD ai socialisti del PSE. Sulla sua decisione influisce anche il metodo di voto delle Europee con il proporzionale e sbarramento al 4%.

Questa mattina, sbollita un po' la rabbia e la delusione, Calenda ha scritto:

"Tanti sottoscrittori di chiedono, dopo il no di +Europa 'che si fa'. Si verifica se il PD vuole davvero fare una lista innovativa e di qualità con Siamo Europei. Se è così lavoreremo insieme, altrimenti no. Come abbiamo sempre detto"

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