Omicidio Marco Biagi, parla il figlio: "No a sconto di pena per l'assassino"

Il 19 marzo prossimo ricorrerà il 17esimo anniversario dell'assassinio di Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Nuove Brigate Rosse nel cuore di Bologna, mentre il Professore rientrava a casa in bicicletta. I terroristi lo condannarono a morte per il suo impegno sulla riforma del mercato del lavoro; lo aspettarono sotto casa e aprirono il fuoco, esplodendo 6 colpi, approfittando dell'assenza di una scorta che il Ministero dell'Interno gli aveva incredibilmente revocato nonostante il ruolo delicato che Biagi ricopriva in quel momento.

Per il suo omicidio sono stati condannati in via definitiva all'ergastolo Diana Blefari Melazzi, Roberto Morandi, Nadia Desdemona Lioce e Marco Mezzasalma; per Simone Boccaccini, invece, i giudici hanno pronunciato una condanna a 21 anni di reclusione, riconoscendogli le attenuanti generiche.

Proprio Simone Boccaccini in questi giorni ha chiesto uno sconto di pena presentando istanza alla Corte di Assise di Appello di Bologna. Il difensore Massimo Focacci vorrebbe venisse riconosciuta al suo assistito, oggi 61enne, il vincolo della continuazione tra la condanna a 21 anni per l'omicidio di Biagi e quella a 5 anni ed otto mesi per banda armata, fatto che comporterebbe una riduzione della pena.

Il sostituto procuratore Valter Giovannini non si è opposto alla richiesta del difensore di Boccaccini e questo fatto ha scatenato le polemiche. In realtà Giovannini non ha commesso alcun errore perché, in punta di diritto la richiesta del difensore è legittima.

Oggi Lorenzo Biagi, figlio di Marco, ha commentato la notizia: "È giusto che sconti tutta la pena che gli è stata inflitta per aver ucciso mio padre. Io, mia mamma e mio fratello ci auguriamo che non ci sia nessuno sconto di pena, sarebbe come se mio babbo venisse ucciso una seconda volta. È giusto che Boccaccini paghi per ciò che ha fatto. Già c'è stata l'ingiustizia della mancata scorta a mio padre, sarebbe una doppia ingiustizia se gli venisse accorciata la pena. Non ha avuto l'ergastolo per averlo ucciso e gli sono state riconosciute le attenuanti generiche, almeno sconti tutta la detenzione".

E ancora: "Spero davvero che non venga ridotta la pena al terrorista Boccaccini, oppure, se proprio non se ne può fare a meno, proprio di pochissimo. È giusto che sconti tutta la pena che gli è stata inflitta per aver ucciso mio padre; non ha avuto l'ergastolo per averlo ucciso e gli sono state riconosciute le attenuanti generiche, almeno sconti tutta la detenzione Io, mia mamma e mio fratello ci auguriamo che non ci sia nessuno sconto di pena, sarebbe come se mio babbo venisse ucciso una seconda volta. L'omicidio di mio padre è stato un attentato alla democrazia, ha colpito tutto il Paese, spero che si rifletta su questo quando si deciderà su questo accorpamento di pena e che lo Stato lanci un segnale in questo senso".

Infine: "Tra l'altro, se la pena di Bocaccini viene ridotta, essendo già passati 17 anni, vuol dire che uscirà dal carcere tra poco e mi auguro proprio che non sia così. Mio padre, se non gli avessero revocato la scorta, nel novembre 2001, sarebbe ancora vivo e la rabbia, per come è stato abbandonato alla morte nonostante chiedesse protezione, credo che non mi passerà mai. Arrivavano continuamente telefonate anonime, in casa a Bologna e in campagna; era evidente che mio babbo rischiava la vita, non era allarmismo il suo. Lo Stato l'ha colpevolmente abbandonato al pericolo, 'costringendolo' a continuare il lavoro che faceva da solo e senza protezione".

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