Antonio Ingroia: «Bersani non vuole il confronto con Rivoluzione Civile»


Ospite del videoforum di Repubblica Tv, l'ex pm e candidato premier per Rivoluzione Civile commenta a tutto campo: dalla richiesta di rinvio a giudizio sulla trattativa Stato-mafia alle alleanze per le prossime elezioni. L'argomento del giorno è ovviamente la notizia che viene da Palermo, in contrasto con quanto emerso ieri dalla relazione di Giuseppe Pisanu alla Commissione parlamentare antimafia, che ha praticamente negato la trattativa.

Sono convinto che c'è un grumo politico irrisolto nei rapporti tra lo Stato e la mafia, per troppi anni c'è stata tregua. Il rapporto non è mai stato di guerra senza tregua, ma di connivenza.La richiesta della Procura di Palermo era attesa e costituisce il naturale epilogo di un percorso di anni. Me ne sono occupato io negli anni passati insieme ai validissimi colleghi che oggi hanno chiuso ritenendo - e so che hanno ragione - che ci sono elementi per un processo. Non si è fatto abbastanza in sede politica per accertare quanto successo in quegli anni terribili.

E Ingroia torna a parlare anche della sentenza della Consulta che ha disposto la distruzione delle intercettazioni telefoniche in cui era presente Napolitano:

Quando ho parlato di sentenza politica da parte della Consulta intendevo dire che si è tenuto conto più della legge che si vorrebbe piuttosto che quello che la legge prevede.


Venendo invece alle alleanze elettorali, Ingroia rivela di aver cercato a lungo un contatto con il PD ma di non aver mai ricevuto risposta da parte di Bersani:

Ho apprezzato Nichi Vendola per le ripetute aperture verso di noi, e i ripetuti appelli a Bersani affinché tenga una porta aperta a Rivoluzione Civile. Io ho fatto una lettera aperta e un appello pubblico. Bersani ha risposto in modo stravagante, dicendo che non risponde agli appelli pubblici, ma comunque gli appelli sono arrivati da parte del sottoscritto anche sul suo telefono privato ma non ho ricevuto risposta. Quindi non è certo Rivoluzione Civile a non volere il confronto.

Se a livello nazionale sembra ormai impossibile un accordo pre-elettorale, per quanto riguarda le elezioni regionali Ingroia tende una mano a Bersani, specialmente nel Lazio, dove Rivoluzione Civile potrebbe convergere sulla candidatura di Nicola Zingaretti:

È ipotizzabile un sostegno alla candidatura di Zingaretti, ma proprio perché siamo una forza politica nuova non so se riusciremo a organizzare in tempo le liste di Rivoluzione Civile su base regionale. Quindi o riusciamo a presentare una lista che non sia un collage di liste ma che abbia una sua identità, oppure ci presenteremo solo alle elezioni politiche. Quando sarà più chiaro come presentarci, riprenderemo i contatti e Zingaretti è persona seria con il quale il colloquio si è già aperto.

E per quanto riguarda il suo futuro, Ingroia non esclude di tornare a fare il magistrato ma "sono certo che non tornerò mai a fare il pubblico ministero a Palermo anche se potrei fare un'attività meno esposta anche in Italia"

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