Segolène Royal si vergogna del suo paese: quando la Francia si italianizza


Succedono cose curiose nelle ultime settimane in Francia . Il dibattito politico interno pre-elezioni europee sembra infatti seguire copioni e canovacci che dovrebbero essere molto familiari agli appassionati di politica italiani.

La vicenda: secondo Libération, Nicolas Sarkozy avrebbe espresso giudizi poco lusinghieri sul premier spagnolo Zapatero, definendolo "non molto intelligente" nel corso di un pranzo informale con alcuni parlamentari. Una mezza gaffe, che ha creato una tempesta di polemiche tra Francia e Spagna.

A questo punto entra in scena Ségolène Royal, che, in un comunicato, chiede scusa alla Spagna e a Zapatero a nome dei francesi. Segue una nuova marea di critiche, questa volta verso l'ex-candidata socialista alle presidenziali. La quale però non retrocede, e ribadisce anzi che "da quando c'è Sarkozy, leggendo la stampa straniera ci si vergogna a volte di essere francesi".

Affermazioni che passerebbero probabilmente innosservate in Italia, ma che risultano del tutto fuori dagli schemi in Francia, paese che ha inventato la parola "sciovinismo" e che resta un campione di orgoglio nazionale (e nazionalista) sulla scena europea.

A pensarci, si tratta in fondo di una vicenda tipicamente italiana: c'è il presidente iper-attivista e gaffeur, che calamita costantemente l'attenzione mediatica su di sé, anche a prezzo di qualche imbarazzo nei rapporti internazionali. C'è poi la sinistra in crisi, divisa, destinata a sempre più brucianti sconfitte elettorali, che non riesce però a trattenersi dal gridare tutto il suo disgusto per la piega politica che il paese sta prendendo.

Tante volte si parla dell'Italia come di un'anomalia in Europa. Potrebbe invece essere che, in qualche modo, il nostro paese sia un precursore della politica del futuro. Si tratterebbe, in ogni caso, di una magra consolazione.

Foto | Flickr.

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