Revenge P0rn: sì dalla Camera. Lega rinuncia ad emendamento sulla castrazione chimica

Dopo gli scontri e le polemiche della scorsa settimana, la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità il disegno di legge sul 'codice rosso', introducendo il reato di 'revenge p0rn' per punire la diffusione di materiale hard a fini ricattatori. La scorsa settimana era stato respinto l'emendamento presentato da Federica Zanella (Forza Italia), ma oggi alla ripresa dei lavori è stato approvato un nuovo emendamento di Stefania Ascari (M5S), che ha messo d'accordo tutte le forze politiche.

Chi diffonderà materiale hard senza il consenso di tutte le persone coinvolte sarà punito con la reclusione da uno a sei anni: "salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro".

La stessa pena è prevista anche per chi dovesse diffondere filmati o video di altri senza il consenso dei protagonisti: "La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici"

E infine: "La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale"

Per quanto riguarda l'emendamento sulla castrazione chimica, questo è invece stato ritirato dalla Lega come spiegato dalla Ministra Bongiorno: "Noi della Lega avevamo chiesto di aggiungere con un emendamento quella che nel linguaggio tecnico viene definita la castrazione chimica, che non è altro che un trattamento farmacologico volontario e reversibile, già previsto in altri Paesi. Siamo consapevoli che questo emendamento, in questa fase, non è condiviso dai Cinque Stelle. Abbiamo, quindi, deciso di ritirarlo. Ora, infatti, abbiamo una priorità: quella di mandare avanti compatto questo governo".

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