Di Maio: "Mi preoccupa la deriva di ultradestra della Lega che si allea con chi nega l'Olocausto"

Il vicepremier pentastellato è stufo di certe frecciatine dei colleghi leghisti.

La campagna elettorale per le Europee di maggio sta per entrare nel vivo e lo si nota anche dalle continue frecciatine che Luigi Di Maio e Matteo Salvini si stanno mandando in queste ore. Se finora era prevalsa la linea del "volemose bene" per poter continuare a governare insieme, adesso c'è in ballo il risultato elettorale più importante dell'anno e quindi il gioco si fa duro.

MoVimento 5 Stelle e Lega alle europee saranno avversarie ed ecco giustificate le dichiarazioni di queste ultime ore. Luigi Di Maio, che stamattina si era lamentato per alcune uscite dei leghisti, nel pomeriggio ha rincarato la dose e ha detto:

"Mi preoccupa questa deriva di ultradestra a livello europeo con forze politiche che faranno parte del gruppo con cui si alleerà la Lega, che addirittura, in alcuni casi, negano l'Olocausto"

Il riferimento è ovviamente alla larga alleanza della Lega sul fronte sovranista. Proprio oggi, infatti, Matteo Salvini ha incontrato Marine Le Pen a Parigi. Di Maio ha aggiunto:

"Stiamo parlando di gruppi parlamentari che sono usciti dal Parlamento quando si commemorava la strage dell'Olocausto e quello che hanno fatto nei campi di concentramento, quindi quando vedo queste cose mi preoccupo"

Di Maio alla Lega: "Basta slogan come 'Non si blocchi il Paese' o 'Troppi'"

Luigi Di Maio comincia ad averne abbastanza di alcune uscite dei leghisti e anche dello stesso leader del Carroccio Matteo Salvini, che mirano a far passare il MoVimento 5 Stelle come la forza di governo cui addossare le colpe quando arrivano i "no" e quando i cantieri sono bloccati.

Il vicepremier pentastellato, infatti, a margine dell'incontro in Assolombarda cui ha partecipato oggi, ha detto:

"Lo ripeto ancora una volta: lavoriamo bene insieme proprio quando si tratta di lavorare sulle cose concrete. Servono poche parole e affrontiamo questo momento con il massimo della serietà e non con questi slogan, al solito, 'si blocca il Paese', 'troppi no'. Lo sanno benissimo anche loro che quando lavoriamo sui casi concreti e sulle questioni che riguardano gli italiani non ci batte nessuno"

E proprio a proposito della riunione di ieri per il decreto sulla crescita e la questione dei rimborsi ai truffati dalle banche, Di Maio ha detto:

"Una cosa che non si può accettare è che ieri sono stato quattro ore in Consiglio dei ministri. Insieme al Mef abbiamo approvato un decreto sulla crescita che è veramente importante. Abbiamo trovato le soluzioni tecniche per aiutare le imprese, usciamo da lì ed escono queste dichiarazioni come 'non si blocchi il Paese'. Io c'ero lì ieri, quattro ore a lavorare sul decreto crescita"

E le dichiarazioni con quei contenuti erano ovviamente della Lega e dello stesso Salvini. Quest'ultimo, da parte sua, alle parole di Di Maio circolate ieri sul Carroccio "abbagliato dal potere", ha risposto:

"Non ho tempo da perdere in polemiche inesistenti. Ho sempre detto che le nostre vittorie locali, regionali, non avrebbero cambiato nulla a livello nazionale. Semmai è un problema di chi lo pone"

Per quanto riguarda il rapporto con il ministro dell'Economia Giovanni Tria, Di Maio ha detto:

"Sicuramente c'è sintonia ogni qualvolta lavoriamo su cose concrete per aiutare gli italiani"

Poi, allargando nuovamente il discorso a tutto il governo, Di Maio ha aggiunto:

"Se stiamo nella concretezza, in questo governo c'è sempre sintonia. Quando parliamo di legge sull'aborto, scontri ideologici o forse quando si comincia a parlare tramite dichiarazioni di stampa e non guardandosi negli occhi iniziano i problemi"

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