Alan Kurdi, Salvini: "Donne e bambini si rifiutano di sbarcare. Buon viaggio per Berlino"

La Germania ha chiesto alla Commissione Ue di assumere il coordinamento del caso Alan Kurdi.

Aggiornamento - La Sea Eye su Twitter ha confermato che non separerà le famiglie a bordo della nave: "L'Italia ha offerto di evacuare due bambini e le loro madri. L'accordo con il governo tedesco era tuttavia che le famiglie sarebbero state evacuate. Non faremo alcuna separazione familiare attiva! Questa è una tortura emotiva e mette in pericolo il benessere del bambino"


Aggiornamento ore 17:18 - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha fatto sapere che, nonostante a due bambini con le rispettive madri presenti a bordo della Alan Kurdi fosse stato concesso di sbarcare, si sono rifiutati di scendere, molto probabilmente per non essere separati dagli altri. Il Viminale aveva autorizzato lo sbarco di due bambini di uno e sei anni, delle loro madri e di una donna incinta. Salvini ha detto:

"Donne e bambini si rifiutano di scendere dalla nave. Non ci resta che augurare buon viaggio verso Berlino"

Concesso lo sbarco a due bambini con le madri

A due bambini e le rispettive madri presenti a bordo della Alan Kurdi è stato concesso di sbarcare per ragioni mediche. Da Lampedusa sono partite motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza per raggiungere la nave della Ong Sea Eye ed effettuare i trasbordo dei quattro passeggeri. Intanto la nave tedesca resta in acque internazionali, a circa 15 miglia da Lampedusa, dopo che da Ministero dell'Interno è partito il divieto di entrare in acque territoriali italiane, poiché il suo transito in acque italiane è definito "non inoffensivo".

La Germania si è fatta sentire rispondendo di essere disposta, come già fatto in passato, a dare il proprio contributo nell'accoglienza dei 64 migranti a bordo della Allan Kurdi. Il portavoce del ministro dell'Interno tedesco, rispondendo alle domande dei giornalisti durante una conferenza stampa, ha parlato della disponibilità del suo Paese, ma ha anche fatto un appello agli altri partner europei e ha sottolineato la necessità di attivare un meccanismo ah hoc.

In particolare, la Germania ha chiesto alla Commissione Ue di assumere il coordinamento del caso Alan Kurdi e di considerare la necessità che la nave entri al più presto in un porto sicuro. Un protavoce della Commissione Ue ha affermato che la stessa Commissione sta cominciando a prendere contatti per sostenere e coordinare gli Stati membri che sono pronti a dare prova di solidarietà per le persone a bordo.

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