PD denuncia test di gravidanza nelle forze armate contro le donne, ma fu Pinotti a firmare...

La denuncia della deputata dem Raffaella Paita e la replica della Difesa.

Forze armate e test di gravidanza

C'è una regola che i parlamentari del PD non riescono ancora a mandare giù ed è quella di guardare bene in casa propria prima di parlare, per evitare figuracce. È successo così che la deputata dem Raffaella Paita ha posto l'attenzione su un argomento molto importante, che è quello del test di gravidanza a cui i devono sottoporre le donne che fanno parte delle forze armate nel caso in cui vogliano partecipare a concorsi per la progressione di carriera. Paita si è scagliata contro il governo, senza accertarsi prima da dove fosse partita questa norma.

Paita ha commentato:

"Apprendere che il personale femminile delle Forze Armate deve sottoporsi a un test di gravidanza per poter partecipare a un concorso per la progressione di carriera interna è sconvolgente e una vergogna. La donna sarebbe costretta a decidere se abortire o rinunciare a un miglioramento professionale? Non si può accettare, specie se ad avallare questo scandalo è un governo che si riempie la bocca di politiche a favore delle famiglie e dell'incremento demografico. Questa è un'idea che mortifica la privacy, oltre che il corpo delle donne. In Parlamento faremo un'interrogazione rivolta alla ministra della Difesa Trenta e al ministro Fontana. Vogliamo sapere innanzitutto se queste informazioni sono vere e se così fosse vogliamo sapere cosa farà il governo in merito. È ora che questo governo ci dica chiaramente se difende o meno le donne e il loro diritto alla maternità"

Ma fonti del ministero della Difesa guidato da Elisabetta Trenta hanno replicato:

"Riguardo agli attacchi giunti dalla deputata PD Paita sulla questione dei test di gravidanza ricordiamo che il decreto attuativo del Testo unico in materia di ordinamento militare fu firmato dall'ex ministro Pinotti, in quota PD appunto. Al contempo il ministro Trenta segue la questione da tempo e già settimane fa ha incaricato gli uffici legislativi di rivedere la normativa in questione per permettere alle donne in gravidanza di svolgere poi in un secondo momento le prove previste. Fra non molto sarà definita la nuova normativa"

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