Alan Kurdi, Ue: "Ci sono paesi pronti ad accogliere"

La nave è a circa 12 miglia da Malta.

Mentre un barcone con circa 90 migranti sta avvicinandosi a Lampedusa, l’Unione europea cerca una soluzione per lo sbarco della Alan Kurdi, che si trova in acque internazionali a poche miglia da Malta che. La Valletta, come l’Italia, ha negato lo sbarco alle oltre sessanta persone a bordo.

Nelle ultime ore una donna incinta è stata "evacuata" d’urgenza dalla Alan Kurdi per una crisi epilettica, il marito non l’ha potuta accompagnare.

L’equipaggio della Alan Kurdi nell'urlare le criticissime condizioni a bordo, trascorsi ormai nove giorni dal salvataggio dei migranti, ieri aveva fatto appello ai governi Ue:

"Stiamo discutendo con tutti gli stati membri disponibili a fare sforzi di solidarietà" per accogliere i migranti e "speriamo che una rapida soluzione sia presto possibile" visto che "abbiamo Paesi pronti a farlo" ha replicato a 24 ore di distanza una portavoce della Commissione Ue che non ha però fatto i nomi dei Paesi che potrebbero accogliere i migranti: "Stiamo facendo il massimo per assicurarci una soluzione".

Alan Kurdi, Sea Eye: "Condizioni insostenibili a bordo"

8 aprile 2019 - Alan Kurdi ancora in mare: la nave della Ong tedesca Sea Eye si trova in acque internazionali a poche miglia dal confine delle acque maltesi. La Valletta nega l’entrata nelle proprie acque territoriali alla nave, come fece l’Italia la scorsa settimana. La portavoce di Sea Eye, Carlotta Weibl, denuncia: "Le persone salvate devono sopportare condizioni insostenibili. Parte di loro deve dormire all'aperto sul ponte della nave ed è esposta al vento, alle onde e al freddo".

Sea Eye: "La nave Alan Kurdi presto senza cibo e acqua potabile"

7 aprile 2019 - Sulla nave Alan Kurdi da ieri cibo e acqua sono razionati e con il passare delle ore la situazione rischia di peggiorare. Al momento si trova ancora a circa 12 miglia al largo da Malta, in attesa di avere finalmente una comunicazione su un porto sicuro in cui sbarcare con i 64 migranti salvati quattro giorni fa.

Il portavoce di Sea Eye, Gordon Isler, al Times of Malta ha spiegato:

"Ci sarà tempo per discutere con altri politici per soluzioni più a lungo termine, ma per il momento 64 persone hanno bisogno di aiuto, urgentemente"

Il governo maltese ha fatto sapere che sta monitorando la situazione, ma il Premier Joseph Muscat, cui è stato rivolto un appello da Sea Eye, non ha ancora risposto ufficialmente.

Intanto, da alcuni documenti in possesso delle autorità italiane emerge che la nave ha chiesto indicazioni alla Guardia costiera libica, ma non ha ottenuto alcuna risposta. In particolare, subito dopo aver recuperato i 64 migranti che la Libia si era rifiutata di cercare, la Alan Kurdi ha contattato il centro di coordinamento e soccorso di Tripoli e ha chiesto istruzioni, ma le autorità libiche, che avrebbero potuto indicare un porto di sbarco o chiedere il trasbordo dei naufraghi sulle proprie motovedette (alcune delle quali donate loro dall'Italia) non hanno mai risposto.

Tra l'altro le richieste che sono partite dalla Alan Kurdi sono state inviate via e-mail sia alla Guardia costiera libica, sia alle centrali di intervento di Tunisi, Roma, La Valletta e Amburgo. Tripoli non ha mai risposto e così la nave ha avvertito Roma che, non avendo ricevuto indicazioni, avrebbe fatto rotta verso Lampedusa. La nave è stata poi di fatto "cacciata" dalle acque italiane e ora è a largo di Malta.

Sea Eye Alan Kurdi presto senza cibo e acqua

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