Caos Libia, Unicef: mezzo milioni di bambini a rischio solo a Tripoli

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L’Onu ha rinviato la Conferenza sulla Libia, in programma dal 14 al 16 aprile nella città-oasi di Ghadames, a data da destinarsi. La conferenza avrebbe dovuto stilare una tabella di marcia verso nuove elezioni. "Non possiamo chiedere di prendere parte alla conferenza durante gli scontri a fuoco e gli attacchi aerei" ha detto oggi l'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia Ghassan Salamè.

E il caos in Libia mette a rischio 500mila bambini nella sola Tripoli, denuncia Abdel-Rahman Ghandour, rappresentante speciale dell'Unicef per il paese africano: "La violenza si è intensificata nella capitale libica e nei dintorni. Quasi mezzo milione di bambini a Tripoli e decine di migliaia nelle aree occidentali sono a rischio diretto a causa dell'intensificarsi dei combattimenti. L'Unicef chiede a tutte le parti in conflitto di proteggere i bambini, di astenersi dal commettere violazioni contro i bambini, e rimane sul campo in Libia durante questo momento critico per fornire il sostegno necessario ai bambini e alle loro famiglie".

Libia: Haftar ha bombardato l'aeroporto di Tripoli

8 aprile 2019 - Due aerei dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) guidato dal generale Haftar hanno bombardato l'aeroporto civile di Mitiga, l'unico funzionante, che si trova nella periferia di Tripoli. Lo scalo è stato chiuso anche se, secondo quanto riferito da Sky News Arabia, le piste non avrebbero riportato danni.

L'obiettivo di Haftar è sempre quello di prendere il controllo della Capitale. Si segnalano scontri a terra, ma per il momento le forze fedeli a Serraj sarebbero riuscite a respingere l'Esercito nazionale libico. Il Ministro dell'Interno, Fathi Bishaga, ha promesso una reazione nei confronti di Haftar: "questo è un atto di viltà lo sfregio di un fuorilegge che viola la legge internazionale, gli accordi, la civiltà. Noi lo puniremo".

Gli Stati Uniti hanno intimato ad Haftar di interrompere le azioni militari per bocca del segretario di Stato Mike Pompeo che si è detto "profondamente preoccupato" per "l'offensiva militare delle forze del generale Haftar". Pompeo ha chiesto che "tutte le forze ritornino nelle loro posizioni precedenti" perché "la campagna militare unilaterale contro Tripoli mette in pericolo la popolazione civile e soffoca la possibilità di ottenere un futuro migliore per tutti i libici. Una soluzione politica è l'unica via per unificare il Paese e offrire un piano di sicurezza, stabilità e prosperità".

Della situazione libica ha parlato anche Federica Mogherini - Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza - che ha chiesto un immediato cessate il fuoco: "La situazione in Libia è sempre più preoccupante. Rivolgo un appello molto forte ai leader libici, e in particolare ad Haftar a fermare le attività militari in questo momento e tornare al tavolo negoziale sotto gli auspici dell'Onu".

Secondo l'Onu circa 2800 persone sarebbero già state costrette ad abbandonare le proprie case per sfuggire agli scontri.

32 morti e 50 feriti dall'inizio dell'offensiva di Haftar

Secondo quanto riferisce il ministro Sanità del governo di accordo nazionale, Ahmed Omar, alla tv libica 'Libya Al-Ahrar', da quando il generale Khalifa Haftar ha lanciato l’offensiva su Tripoli sono morte 32 persone e 50 sono rimaste ferite. Il ministro ha sottolineato che la maggior parte delle vittime sono civili, anche se non è stato fornito il numero preciso. L’esercito di Haftar, invece, ha annunciato fin qui la perdita di 14 uomini.

La giornata di ieri è stata particolarmente calda, con l’aviazione del governo di accordo nazionale che ha condotto bombardamenti contro la base aerea di Al-Wattiyah, situata a sud-est di Tripoli e controllata dall'Esercito nazionale libico (Lna) del generale Haftar. Da quella base, secondo quanto riferisce il Libya Observer, sarebbe partito il raid contro l'area di Naqliya camp, che si trova sulla via verso l’aeroporto internazionale di Tripoli, chiuso dal 2014.

Ali Al-Qatrani passa con Haftar

Ali Al-Qatrani, vice presidente del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale, ha intanto rassegnato le proprie dimissioni passando dalla parte di Haftar. Secondo quanto riporta l’Asharq Al-Awsat, Qatrani ha dichiarato che il capo del capo del Consiglio presidenziale Fayez al-Sarraj è "controllato" dalle milizie e tale azione "condurrà la Libia solo verso ulteriori sofferenze e divisioni". Qatrani spera dunque che l’Lna riesca a marciare su Tripoli liberandola da terroristi e criminali, aggiungendo che "attraverso l'incoraggiamento di queste milizie, Sarraj ha violato l'accordo politico sulla Libia abusando dei privilegi concessi a lui come capo del Consiglio presidenziale".

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