Scuola, polemiche contro le parole del Ministro Bussetti: "Tuteliamo i migranti, ma prima gli italiani"

Marco Bussetti

Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Marco Bussetti c'è cascato di nuovo ed è finito al centro di un'altra polemica dopo le sue dichiarazioni sulla scuola nel Sud del Paese che avevano addirittura spinto il vicepremier Luigi Di Maio a chiedere pubblicamente le sue scuse.

Stavolta la polemica è montata dopo un'intervista concessa da Bussetti a La Stampa, in cui il Ministro ha dichiarato: "A scuola tuteliamo gli studenti immigrati, ma prima i nostri figli". Insomma, quel "prima gli italiani" tanto caro al leader della Lega Matteo Salvini e anche allo stesso Bussetti, leghista da sempre:

La scuola è il luogo principale di inclusione nella nostra società. L'ho sempre detto, fin dal mio insediamento. Voglio ribadire anche che questo governo non agisce in maniera pregiudiziale rispetto alla questione migratoria: stiamo affrontando il tema con serietà e responsabilità. A differenza di come è stato fatto in passato. Regolare i flussi tutela innanzitutto chi cerca rifugio in Italia, avendone diritto. Penso anche però che il primo pensiero debba sempre essere quello di aiutare i nostri giovani affinché possano farsi una famiglia, avere dei figli, vivere con serenità il loro progetto di vita. La ritengo una priorità assoluta.

Queste le parole esatte pronunciate dal Ministro Bussetti che hanno mandato su tutte le furie il Partito Democratico e non solo. Tra i primi a tuonare contro il Ministro leghista è stato il senatore Andrea Marcucci, via Twitter:

Vorrei ricordare al ministro #Bussetti che a #scuola vengono prima la capacità ed il merito, non i nostri figli. È letteralmente incredibile che un ministro della Repubblica sovverta la Costituzione e dica che nella scuola pubblica prima gli italiani e dopo tutti gli altri.


L'ex Presidente della Camera Laura Boldrini, sempre via Twitter, ha parlato senza mezzi termini di discriminazione da parte di Bussetti:

Dovrebbe garantire un’adeguata retribuzione agli insegnanti, darsi da fare per mettere le scuole in sicurezza e rendere le palestre agibili.
Invece il ministro dell’istruzione leghista va in giro a lanciare slogan discriminatori #ComeUnSalviniQualsiasi


Non è solo il Partito Democratico a scagliarsi contro la distinzione fatta da Bussetti, ma anche i principali sindacati stanno intervenendo sulla questione. Pino Turi, segretario generale della Uil, ha dichiarato:

Tutti gli studenti meritano la stessa attenzione. Gli studenti non sono ‘graduabili’, non ci possono essere primi né secondi. Tutti meritano la stessa attenzione. Non ci sono immigrati, stranieri o italiani, ma persone che devono essere poste tutte nelle stesse condizioni.

Gli ha fatto eco Marcello Pacifico, presidente dell'Associazione Sindacale Professionale (Anief):

Il ministro pensi a tutelare tutti gli studenti della scuola italiana, tanto più che nel nostro Paese uno studente su dieci è alloglotto e spesso lo è la maggioranza nelle prime classi di alcuni Comuni del nord.

Nessuno dei membri dell'esecutivo gialloverde, neanche quelli in quota Movimento 5 Stelle, è intervenuto sulla vicenda ed è evidente che ogni silenzio finirà per essere considerato un assenso, col rischio di creare ancora di più un clima divisivi anche all'interno della scuola che, invece, dovrebbe educare all'esatto opposto.

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