Scontrini, Cassazione assolve l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino: "Il fatto non sussiste" (VIDEO)

Ignazio Marino assolto in Cassazione per il caso scontrini. "Il fatto non sussiste" secondo gli ermellini che hanno annullato senza rinvio la condanna a due anni di reclusione nei confronti dell'ex sindaco di Roma. Le motivazioni della definitiva sentenza di assoluzione verranno depositate, di norma, entro 90 giorni.

Ignazio Marino, già assolto in primo grado ma condannato in appello a gennaio 2018, era accusato di peculato e falso per la questione delle cene di rappresentanza quando era sindaco della capitale.

I giudici della sesta sezione penale della Cassazione hanno accolto l’istanza del sostituto procuratore generale Mariella De Masellis che aveva chiesto di assolvere l'ex sindaco di Roma dalle accuse.

Nel mirino dei magistrati era finita la rendicontazione di circa 50 cene, per una spesa totale di 12 mila euro, cene che Marino aveva pagato con la carta di credito di rappresentanza del Campidoglio durante il suo mandato, dal 2013 e al 2015.

La difesa dell’ex sindaco dopo la condanna

Marino, alla pronuncia della sentenza d’appello aveva parlato di "una condanna incomprensibile" annunciando il ricorso in Corte di Cassazione. "La responsabilità di Marino è inesistente" aveva detto il suo avvocato Enzo Musco a conclusione dell’arringa difensiva.

"Si ha l’impressione che la procura consideri il sindaco della Capitale d'Italia una sorta di burocrate che lavora a tempo per cene. Marino è riuscito a far guadagnare alla Capitale somme ben superiori alle modeste spese di rappresentanza sostenute" secondo il legale di Marino che aveva bollato la sentenza come irrazionale.

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