Governo approva Def: Pil allo 0,1% ma "nessuna nuova tassa o manovra bis"

Il Consiglio dei ministri ha approvato in serata il Def, Documento di economia e finanza, che stima la crescita tendenziale del Pil nel 2019 allo 0,1%, un bel salto indietro dall'1% stimato dal governo Conte solo a dicembre.

Una previsione quella contenuta nell'aggiornamento del quadro macroeconomico in linea con quella dei principali organismi internazionali di valutazione, tra cui il Fondo monetario internazionale.

Le stime programmatiche prevedono invece un Pil allo 0,2% nel 2019. Lo stimolo dello 0,1% di Pil atteso arriverà secondo le previsioni dai decreti per cantieri e crescita e dal reddito di cittadinanza, (+0,2%), mentre l'effetto di quota 100 secondo le tabelle del Def è pari a zero.

"Confermati i programmi di governo: nessuna nuova tassa e nessuna manovra correttiva" spiega una nota di Palazzo Chigi. Il Def: "Conferma i programmi di governo della legge di bilancio e il rispetto degli obiettivi fissati dalla commissione europea".

Il rapporto deficit/Pil 2019 è visto ora dal governo al 2,4%, dal 2% precedente; scenderà al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021. Il deficit strutturale peggiora invece a -1,6% del Pil nel 2019, da -1,3% precedente, per calare a -0,8% nel 2022.

Salvini soddisfatto. Di Maio: aumento Iva non esiste

Il Def è il documento che stabilisce paletti e margini d'azione della prossima manovra di bilancio. Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso un "giudizio positivo" perché la "flat tax si farà" e "quota 100 va avanti e non ci sarà nessun aumento dell’Iva".

La flat tax secondo il Def verrebbe finanziata con tagli alle agevolazioni fiscali, per una estensione graduale del regime d'imposta sulle persone fisiche con due aliquote, una del 15% e l'altra del 20%, partendo dai redditi più bassi. In tema di tasse anche l’altro vicepremier Luigi Di Maio ha rassicurato sul fatto che il nodo dell’aumento dell'Iva "non esiste".

Ma nel quadro programmatico il governo non esclude in realtà l'aumento dell'Iva per 23 miliardi, che scatterebbe se non si sminano le clausole di salvaguardia. Il tutto "nell'attesa di definire nel corso dei prossimi mesi, in preparazione della Nota di aggiornamento del Def, misure alternative e un programma di revisione della spesa pubblica".

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