Tria: "Flat Tax? Serve riforma fiscale per abbassare le tasse al ceto medio"

Da Washington il Ministro Tria è tornato a parlare di flat Tax. Salvini sul tema si è già espresso più volte, invocando a gran voce una riforma incostituzionale del sistema fiscale. Il leader leghista, infatti, ha detto a chiare lettere che non potrà essere prevista alcuna progressività, come invece sancito dall'art. 53 della nostra Costituzione oltreché dal buonsenso. Tria, da par suo, ha garantito che "il rispetto del principio costituzionale della progressività fiscale verrà assicurato, dipende dal disegno complessivo della flat tax; in genere si risolve con un sistema di detrazioni e deduzioni".

In sostanza Tria sposa l'idea della flat tax di Salvini a patto che questa non assomigli realmente ad una flat tax, che non dovrebbe prevedere alcuna detrazione o deduzione. Durante la conferenza stampa indetta per la fine dei lavori al Fondo Monetario Internazionale ha ribadito che "abbiamo bisogno di una riforma del sistema fiscale soprattutto per allentare il peso sulle famiglie del ceto medio". Aggiungendo che però "non bisogna perdere di vista la stabilità finanziaria, bisogna trovare un bilanciamento".

Trovare risorse per tagliare le tasse non sarà semplice, anche perché non si conosce ancora l'impatto che avranno reddito di cittadinanza e quota 100: "Vediamo quale sarà la risposta economica di queste misure, teniamo tutto sotto stretto monitoraggio".

La riforma fiscale è un obiettivo del Governo, ma Tria è stato piuttosto chiaro sul punto. Senza crescita sarà molto difficile dare sforbiciate significative alle tasse: "Credo che non sia questo il problema centrale dell’economia italiana. Si deve trovare la compatibilità tra diversi obiettivi. L’Italia ha uno spazio fiscale limitato per fare politica espansiva, ma allo stesso tempo quando siamo vicino a una stagnazione non si possono fare misure restrittive. Bisogna vedere cosa fare, ci stiamo lavorando. Dipende anche da come va la ripresa economica. In base alla ripresa economica si possono aprire o meno degli spazi"

Infine, Tria ha assicurato che nessuno durante i lavori al Fondo Monetario Internazionale gli ha espresso preoccupazione circa il debito italiano: "La preoccupazione per il debito italiano non è stata sollevata in questi giorni. È chiaro comunque che la preoccupazione esiste ed esiste anche in Italia. Non c’è alcuna preoccupazione rispetto alle nostre previsioni. Le previsioni di crescita italiane coincidono quasi completamente con le stime del Fmi e quindi è chiaro che il problema è come contrastare il rallentamento. L’idea è che si possa riprendere la crescita nel secondo trimestre, ma questo dipende dalla Germania e dal quadro globale".

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