Caos Libia, ONU: 32.400 sfollati. OMS: 254 i morti

22 aprile 2019 - L’ONU aggiorna il bilancio degli sfollati di Tripoli e dintorni a seguito dall’avanzata verso la capitale delle truppe del generale Haftar: sono 32.400 le persone che hanno dovuto lasciare le loro case dall'inizio degli scontri armati, spiega l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha). In aumento anche il numero delle vittime che secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è salito a 254 persone, 1.128 i feriti.

Libia, Haftar bombarda Tripoli. 32.000 sfollati

21 aprile 2019 - Situazione sempre incandescente a Tripoli dove l’aviazione del generale Khalifa Haftar, ormai forte del sostegno di Russia, Francia e anche Stati Uniti, ha compiuto nella notte raid aerei sulla capitale libica seminando il terrore tra la popolazione.

A dare la notizia è The Libya Observer il quale precisa che allo stato non risultano vittime. Intanto gli scontri nei sobborghi della capitale continuano: ieri il governo di accordo nazionale guidato dal premier al-Sarraj ha lanciato una controffensiva nelle aree a sud e a est della città.

In questo quadro secondo l’Onu il numero degli sfollati, di chi fugge dai combattimenti a Tripoli e dintorni, è salito a 32.100 persone. L'Ufficio Onu per gli Affari umanitari (Ocha) nel suo aggiornamento flash di oggi dice che gli scontri e i bombardamenti indiscriminati che rischiano di colpire i civili continuano in diverse zone della capitale, da AlHadba, Abuselim, Khallet e Ferjan (a sud) fino ad Ain Zara, Souq al-Juma'a e Tajoura (a est).

Il numero dei morti secondo l'Organizzazione mondiale della sanità è salito a 227, i feriti sono 1.128.

Libia, Conte in Senato. Salvini: terroristi pronti a partire

18 aprile 2019 - "Il rischio di una crisi umanitaria in Libia è concreto". Il Premier Conte ha ribadito davanti all'aula del Senato la preoccupazione per il conflitto interno che ha già "spinto circa 18.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni". Conte ha sottolineato come "gli sfollati interni sarebbero ancora in rapido aumento", anche se in questo momento di confusione è difficile fare un bilancio della situazione.

Sono diversi gli elementi di preoccupazione, compreso il pericolo legato al terrorismo: "La situazione di caos e violenza accresce fortemente anche il rischio di una recrudescenza del fenomeno terroristico, come confermato dall'attentato compiuto il 9 aprile da Daesh e come dimostrato dall'infiltrazione di elementi jihadisti tra le fila di milizie e gruppi combattenti".

In ogni caso, "per quanto riguarda le possibili conseguenze sui flussi migratori verso l'Italia o altro territorio dell'Ue, al momento, al netto delle cifre circolate anche a scopo propagandistico, dalle informazioni in nostro possesso non emerge allo stato un quadro di imminente pericolo".

Del pericolo terrorismo ha parlato anche Salvini ai microfoni di Porta a Porta: "È chiaro ed evidente che se la Libia salta, e stiamo lavorando affinché non accada e spero che i francesi stiano facendo altrettanto gettando acqua sul fuoco e non benzina della Total, ci sono dei sicuri terroristi che sono pronti a partire".

Il Governo di Sarraj ha intanto annunciato di aver sospeso tutti gli accordi bilaterali sulla sicurezza con la Francia. In una nota Fathi Bashagha, ministro degli Interni di Tripoli, ha chiaramente specificato che si tratta di una conseguenza dovuta alla posizione del governo francese a sostegno del generale Haftar. Un'accusa, questa, che la Francia ha respinto giudicandola "completamente infondata".

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