INPS per la famiglia, la social media manager in ospedale per stress

INPS per la famiglia

È durato una manciata di ore l'exploit della pagina Facebook INPS per la famiglia, un servizio di supporto online dell'INPS per tutto ciò che riguarda le prestazioni a favore della famiglia - maternità e paternità, congedi parentali, allattamento e molto altro - presa d'assalto in questi ultimi giorni da migliaia di cittadini che hanno presentato la richiesta per il reddito di cittadinanza.

A farla diventare virale, se così possiamo dire, sono state le centinaia di domande poste dagli utenti e le risposte, in alcuni casi molto seccate e sopra le righe, date dalla persona incaricata di fornire il servizio di assistenza. Perché se é vero che migliaia di utenti hanno invaso la pagina per i tanti dubbi circa le risposte dell'INPS sull'attesa riforma voluta dal Movimento 5 Stelle, è altrettanto vero che un servizio di assistenza dovrebbe limitarsi a fornire chiarimenti e risposte, anche quando le domande si fanno insistenti o sono formulate in un italiano stentato.

A rispondere a quelle domande, lo riferisce oggi il presidente dell'INPS Pasquale Tridico, non c'era uno stagista sottopagato, ma una dipendente dell'INPS che sarebbe stata sopraffatta dallo stress al punto da doversi rivolgere ad un ospedale:

Non è una stagista malpagata, come scriveva un quotidiano stamane, ma una nostra funzionaria che non ha retto alla pressione. Ieri sera ho chiamato la nostra dipendente, che ha passato la giornata in ospedale per lo stress che ha subito dalla vicenda. Ha avuto tutta la mia comprensione e solidarietà.

Sì, perchè se in un primo momento alcune delle risposte date dalla dipendente INPS via Facebook sono diventate virali per il tono nei confronti degli utenti più insistenti, col passare delle ore si è iniziato a porre l'accento sugli stessi utenti della pagina, in molti casi disperati in attesa di ricevere il reddito di cittadinanza, delusi per aver ricevuto cifre troppo basse o indignati per la loro incapacità di accedere al sito dell'INPS e verificare direttamente lo stato delle domande.

Insomma, nulla di divertente nel deridere chi ha il profilo pieno di selfie con le orecchie da coniglio e non è in grado di procurarsi il pin per accedere al proprio account INPS. E così, in poche ore, erano arrivate le scuse ufficiali dell'INPS:

Inps si scusa per alcuni toni utilizzati per la gestione della pagina Facebook 'Inps per la Famiglia', che non rispecchiano i valori e la missione dell'Istituto. Obiettivo di Inps, e della Pubblica Amministrazione in generale, deve essere quello di creare un dialogo costante e trasparente per avvicinarsi ai cittadini. L'Istituto comprende il disappunto che la vicenda può aver creato. Pertanto, s'impegna a predisporre il necessario affinché quanto accaduto non si possa ripetere in futuro.

Non è chiaro se la dipendente in questione tornerà a rispondere agli utenti o se le verranno affidate altre mansioni, ma quello che è certo è che da oggi in poi i toni sulla pagina saranno ben diversi.

#Importante #atuttigliutenti

In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e...

Posted by INPS per la Famiglia on Thursday, April 18, 2019

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