Sri Lanka: i morti salgono a 359, altri 18 arresti nella notte

24 aprile 2019 - Sale a 359 morti la tragica conta del numero delle vittime uccise a Pasqua negli attentati in Sri Lanka. Nell’aggiornare un bilancio ancora provvisorio la polizia ha aggiunto che altri 18 persone sospette sono stati arrestati questa notte. In tutto sono una sessantina le persone già arrestate in quanto ritenute coinvolte con le stragi.

Sri Lanka: l'Isis ha rivendicato gli attentati

23 aprile 2019 - Aggiornamento - L'Isis ha rivendicato gli attentati in Sri Lanka della domenica di Pasqua che sono costati la vita a 321 persone. A diffondere la rivendicazione è stato Amaq, l'organo di propaganda dell'Isis. Per il momento il Governo srilankese non ha ancora commentato la notizia, anche perché non ci sono prove certe a supporto di questa rivendicazione.

L'unica cosa certa è che il Governo dello Sri Lanka aveva già ipotizzato il coinvolgimento di un'organizzazione terroristica straniera in supporto dei fondamentalisti locali del National Thawheed Jamaat, sicuramente non attrezzati per un'azione di queste proporzioni.

Sri Lanka, Governo sotto accusa: ha ignorato gli allarmi

L'ultimo bilancio aggiornato degli attentati di Pasqua in Sri Lanka parla di 321 morti ed oltre 500 feriti. Il Governo centrale ha dichiarato lo stato d'emergenza ed ha imposto un coprifuoco dalle 8 di sera alle 4 del mattino. Al momento le forze dell'ordine hanno arrestato 40 persone sospettate di aver avuto un ruolo nell'organizzazione degli attentati

Il Governo ha parlato di due gruppi islamisti sospettati: il National Thawheed Jamaat e il Jammiyathul Millathu Ibrahim. Secondo i primi riscontri delle indagini, gli attentati in Sri Lanka sarebbero collegati a quelli compiuti il 15 marzo scorso dal suprematista bianco Brenton Tarrant nelle due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Gli attentatori cingalesi avrebbero dunque 'risposto' alle due stragi nelle moschee neozelandesi.

A rivelare questo retroscena è stato Ruwan Wijewardene, Ministro della Difesa cingalese, durante un intervento in Parlamento. L'opinione pubblica ha messo proprio il Governo sotto accusa per aver ignorato una nota dell'intelligence trasmessa nelle scorse settimane, con la quale si segnalava una situazione di forte pericolo.

Harsha De Silva, ministro delle Riforme economiche, ha ammesso nel corso di un'intervista che ci sono stati dei problemi di comunicazione tra gli organi dello Stato: "Gli attacchi terroristici di domenica in Sri Lanka non sono stati un fallimento dei servizi segreti del Paese, ma una mancanza di circolazione interna delle informazioni a persone capaci di agire. Un promemoria era stato inviato al ministero della Difesa che lo indirizzò poi all'Ispettore Generale della Polizia, che poi lo ha inviato a varie altre persone, quindi non c'è stato un fallimento dell'apparato di intelligence. È stato un fallimento di attuazione di ciò che doveva essere attuato. Quindi, la domanda è perché non è stato fatto". Da Silva ha poi aggiunto che il Premier Ranil Wickremesing sarebbe "stato tenuto all'oscuro" del concreto rischio di attentati.

Ad indagare sugli attentati è stato creato uno speciale pool guidato da Vijith Malalgoda, giudice della Corte Suprema. Il Presidente Maithripala Sirisena ha già manifestato l'intenzione di chiedere aiuto nelle indagini alla comunità internazionale, soprattutto al fine di individuare eventuali legami con organizzazioni terroristiche straniere: "L'intelligence ritiene che dietro ai terroristi locali si nascondano organizzazioni straniere. Pertanto il presidente chiederà l'aiuto di altri Paesi".

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