Giulia Grillo: "La Lega ha posizioni oltre il Medioevo"

Giulia Grillo

Il Ministro della Saluta Giulia Grillo non è sicura della tenuta del governo gialloverde di cui fa parte, ma da membro del Movimento 5 Stelle rimane fedele alla linea dettata dal leader Luigi Di Maio, anche sul caso di Armando Siri. Intervistata dal Corriere della Sera, Grillo ha ribadito la necessità che il sottosegretario ai trasporti si faccia da parte, almeno fino a quando la sua posizione non sarà chiarita.

Il caso Siri ha contribuito ad inasprire una situazione di tensione che andava avanti ormai da settimane e la stessa ministra ha confermato di non avere la certezza che il governo di Conte riuscirà ad andare avanti a lungo:

Questo governo è il frutto dell’unione tra una forza politica non ideologica, il Movimento 5 Stelle, e una forza con valenza ideologica, la Lega, di destra. I conflitti ci sarebbero stati anche col Pd. Le posso assicurare però che quando dobbiamo lavorare sul contratto di governo noi siamo molto affiatati, quando invece c’è da mettere i puntini sulle i diventiamo affilati.

Grillo sottolinea le enormi differenze, spiegando che tra le due forze politiche c'è intesa solo e soltanto sugli argomenti inclusi nel contratto di governo:

Non ci potrà mai e poi mai essere un accordo con la Lega se mettono in discussione l’aborto e pensano che la donna nell’interrompere la gravidanza commetta un omicidio. Non possiamo essere d’accordo con chi pensa che gli omosessuali vadano bruciati come in epoca medievale. Noi in questa epoca medievale non ci riconosciamo. Loro sono oltre il medioevo. Poi però ci ritroviamo sui programmi di buon senso.

Anche Grillo, proprio come fatto ieri da Luigi Di Maio, preme sulla questione dei rimpatri promessa da Matteo Salvini, una promessa di quasi impossibile attuazione. E forse è proprio per questo che il Movimento 5 Stelle lo sta ribadendo ad ogni occasione: "Prendo le distanze dalla politica buonista sugli immigrati che ha fatto danni enormi. Se si attuasse la seconda parte dell’azione sui rimpatri saremmo a posto".

Matteo Salvini, chiamato in causa più volte sulla questione dei rimpatri, al momento ha ignorato la questione, ben consapevole di come crollerebbe la sua credibilità di fronte all'ammissione di non essere in grado di mantenere quella promessa.

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