Ocse sul Reddito di Cittadinanza: "Il sussidio è troppo elevato"

L'Ocse ribadisce il suo giudizio sul Reddito di Cittadinanza

"Il reddito di cittadinanza introdotto di recente rappresenta un trasferimento di risorse importante verso le persone in condizioni di povertà. Tuttavia, il livello attuale del sussidio è elevato rispetto ai redditi mediani italiani e relativamente a strumenti simili negli altri paesi Ocse". Questo il giudizio dell'Ocse sul Reddito di Cittadinanza voluto dal Governo Conte. Non è la prima volta che l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico manifesta preoccupazione per la misura adottata, che potrebbe indurre i soggetti in età lavorativa a rinunciare alla ricerca autonoma di un lavoro ed anche a ridurre le iniziative personali.

L'altro aspetto che preoccupa è quello organizzativo. Secondo l'Ocse la messa in opera del RdC "dovrà essere monitorata attentamente per assicurare che i beneficiari siano accompagnati verso adeguate opportunità di lavoro". Al momento, però, il sistema italiano "manca di personale qualificato, di strumenti informatici e di risorse adeguate e, per queste ragioni, la qualità dei servizi è bassa e varia notevolmente attraverso il paese. Oltre ad ulteriori risorse, occorre migliorare il coordinamento tra le autorità centrali e quelle regionali responsabili dell'implementazione delle politiche attive, anche attraverso linee guida comuni per un miglioramento dei servizi per l'impiego".

In Italia la quota di lavoratori sotto occupati è "più che raddoppiata dal 2006, ed è ora la più alta tra i paesi Ocse", così come la quota di lavoro temporaneo "è superiore alla media Ocse ed è cresciuta notevolmente nell'ultimo decennio". Le regole e le istituzioni italiane offrono spesso "protezioni solo parziali; Le tutele dei lavoratori atipici possono essere rafforzate estendendo alcuni diritti anche a chi sta nella zona grigia tra lavoro autonomo e lavoro dipendente, compresi molti lavoratori delle piattaforme digitali".

Quello che preoccupa di più è il carente sistema di formazione, che in Italia "non è attrezzato per le sfide future; Solo il 20,1% degli adulti in Italia ha partecipato a programmi di formazione professionale nell'anno precedente la rilevazione. C'è un grande divario (circa 38 punti percentuali) nell'accesso alla formazione professionale tra lavoratori ad alta e bassa qualifica, appena al di sotto della media Ocse (39,3 punti percentuali)".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO