Di Maio e Salvini continuano a litigare su Siri

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Il caso Siri continua ad infiammare il confronto nel Governo, già diviso oggi in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile. Salvini e gli altri ministri leghisti hanno scelto di disertare le celebrazioni per la Liberazione dell'Italia dal nazifascismo perché, a loro dire, sarebbe "una festa di parte". Il Movimento 5 Stelle, invece, ha fatto una scelta diversa, facendo emergere un dato incontrovertibile: per partecipare alla Festa della Liberazione non c'è bisogno di inviti o di far parte di una qualche parte politica. Tutti possono partecipare, partendo da un unico valore fondamentale condiviso: l'antifascismo.

Salvini, come noto, oggi ha scelto di andare a Corleone dove si inaugura il nuovo commissariato di polizia. Dalla Sicilia è tornato a parlare del caso che coinvolge il sottosegretario Siri, che per il momento resta saldamente sulla sua poltrona: "Siri resta dov'è, ci mancherebbe altro. Ha detto che chiarirà. I magistrati lo sentano al più presto, in un Paese civile si consente di farlo a chi è indagato, e chiarirà tutto come ha detto. Sembra peraltro che quelle intercettazioni di cui si parla da giorni, non esistano, siano false... vedremo".

Per Di Maio, invece, non c'è più tempo per attendere alcun chiarimento: "Lo dico anche al presidente del Consiglio, perché noi lo abbiamo disinnescato e in qualche modo neutralizzato togliendogli le deleghe; è un'indagine di corruzione che riguarda anche fatti di mafia. Puoi anche andare a Corleone a dire che vuoi liberare il Paese dalla mafia, ma per farlo devi fare evitare che la politica abbia anche solo un'ombra, su inchieste legate a corruzione e mafia. Mi auguro che Siri venga prosciolto ma al punto in cui è, l’inchiesta non si può assolutamente contemplare il concetto di garantismo. Qui non stiamo parlando di garantismo, sono sicuro che Siri risulterà innocente ma, intanto, guardiamo alla questione morale, alla sanzione politica. Altrimenti che senso ha andare a Corleone? La mafia la elimini dando il buon esempio".

Anche il Presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico, ha parlato da Napoli del caso Siri a margine delle celebrazioni per il 25 aprile: "Su Siri c'è l'innocenza degli indagati, sono situazioni gravi su cui serve una risposta forte. La magistratura farà il suo corso ma spero che gli indagati siano innocenti. Quando accadono cose di questo tipo, i partiti devono assolutamente dare delle risposte dure, soprattutto se c'è in qualche modo odore di mafia, fermo restando che si è innocenti fino a prova contraria. Va benissimo essere garantisti perché non c'è alcun colpevole quando non c'è una condanna. Però i partiti devono stare molto attenti a dare delle risposte dure quando ci sono questioni di questo tipo".

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