Reintroduzione delle province, Di Maio ribadisce: "È una cosa che non permetteremo. Non mi va giù"

Nuovo fronte di scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle

Sulla questione province si è ufficialmente aperto un nuovo fronte di scontro nel Governo. Tutto è partito dall'indiscrezione pubblicata ieri da 'IlSole24Ore', secondo il quale il Governo aveva già una bozza pronta per modificare la Riforma Delrio e reintrodurre le province nella loro forma originaria, compresa l'elezione di presidenti e consiglieri.

Di Maio è stato il primo a rispondere all'articolo del quotidiano di Confindustria smentendo l'intenzione da parte del Governo, parlando ovviamente a nome del Movimento 5 Stelle. La Lega, invece, la pensa molto diversamente. Per primo ha parlato Matteo Salvini che ha confermato l'indiscrezione del Sole, sostenendo di voler rispolverare le Province per "dare i servizi ai cittadini". A stretto giro sono arrivate anche le parole di Claudio Borghi che ha confermato quanto affermato dal suo leader di partito, sottolineando che l'abolizione delle province non ha portato alcun risparmio significativo per le casse dello Stato.

Oggi il vicepremier pentastellato ha controreplicato attraverso Facebook: "Questa storia delle province mi sembra assurda. Io altre 2.500 poltrone in più dove i partiti possono piazzare i loro amici non le voglio. Nel progetto complessivo di governo non ha proprio senso aprire 2500 poltrone nuove, peraltro pagate con i soldi degli italiani. È una cosa che non permetteremo. Non mi va giù".

"Ci sono territori abbandonati? È vero, purtroppo, ma non si aiutano certo rimettendo in piedi un vecchio carrozzone e tirando fuori dal cilindro altri assessori, altri consiglieri, altri presidenti. Ma per favore, non prendiamoci in giro!"

"Quelle 2.500 poltrone in più con il MoVimento 5 Stelle non passano. No ad altri serbatoi clientelari, no ad altra burocrazia. Bisogna semplificare le cose, non complicarle!". Quindi aggiunge: "Già me la immagino la corsa di certe volpi a piazzare amici, amichetti e portatori di voti. Lo Stato ha l'obbligo di assicurare i suoi servizi ai cittadini. Per le tasse che pagano gli italiani le scuole dei loro bambini dovrebbero già stare in piedi ed essere pulite, non è che si può dire alle mamme 'te le metto apposto regalando altri 2500 incarichi politici'"

E infine: "Ad ogni modo trovo inutile anche discuterne. Al governo siamo in due, le cose si fanno in due e sono sicuro che riusciremo a trovare un punto di incontro. Andiamo avanti con il cambiamento, quello vero!".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO