Elezioni Spagna: PSOE primo partito, ultradestra in Parlamento. Nessuna maggioranza

Dalle urne non emerge una maggioranza chiara, rischio ingovernabilità

AGGIORNAMENTO 29 APRILE 2019 - I risultati definiti delle elezioni in Spagna hanno confermato quello che gli exit poll e le proiezioni avevano anticipato: il partito socialista (Psoe) guidato da Pedro Sanchez è il primo partito col 28.7% delle preferenze, seguito dal PP di Pablo Cadaso col 16,7%. Terzo partito è Ciudadanos (15.9%), seguito da Unidas Podemos (14,3%) e dall'estrema destra di Vox (10,3%) che entra in Parlamento con ben 24 seggi.

Si entra così in un periodo di incertezze per la formazione del nuovo esecutivo. Il partito socialista, infatti, è riuscito ad ottenere 123 seggi, ma ne servono 176 per avere la maggioranza assoluta e riuscire a governare. Sarà quindi necessario creare delle alleanze, ma anche l'unione con Unidas Podemos e i 42 seggi conquistati non sarà sufficiente.

Allo stesso modo nemmeno i due partiti di centrodestra, il Partito Popolare (66 seggi) e Ciudadanos (57 seggi) - riuscirebbero ad avere una maggioranza, neanche tentando un'alleanza con l'estrema destra. I tre partiti avrebbero infatti in totale 147 seggi, meno del PSOE e Unidas Podemos insieme. Il centrosinistra potrebbe farcela grazie agli indipendentisti della Catalogna, responsabili però della caduta dell'attuale governo a causa di una discussa legge di bilancio.

La Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) è riuscita infatti a conquistare 15 seggi in Parlamento, sei in più rispetto alle elezioni del 2016, e quei 15 seggi potrebbero rivelarsi molto preziosi per il centrosinistra, che arriverebbe così a 180 seggi in Parlamento, e quindi alla maggioranza assoluta.

Pedro Sanchez, nel suo discorso dopo la vittoria, ha dichiarato:

Il partito socialista ha vinto le elezioni generali in Spagna e con queste ha vinto il futuro. E ha perso il passato. Abbiamo mandato un messaggio all'Europa e al resto del mondo. Si può vincere l'autoritarismo e l'involuzione.

Elezioni in Spagna, i risultati provvisori

I primi risultati reali delle elezioni in Spagna di oggi ridimensionano l’ultradestra di Vox rispetto agli opinion poll. Quando sono stati scrutinati il 10% dei voti, i socialisti del PSOE si confermano primo partito con una previsione di 128 seggi seguiti dal Partito Popolare con 65 seggi. Ciudadanos è terzo con 47 seggi, Podemos quarto con 30 e Vox quinto con 22 seggi. I catalani di Erc conquistano 15 seggi mentre JxCat di Puigdemont 7. Dalle urne, come anticipato dagli exit poll, non emergerebbe però una maggioranza chiara per la formazione del nuovo governo.

Elezioni Spagna, exit poll: socialisti avanti, Vox al 12%

Elezioni in Spagna 28 aprile 2019: secondo i primi exit poll diffusi a urne chiuse dalla televisione spagnola Tve sulla base di un sondaggio a campione, i socialisti del PSOE sarebbero il primo partito con il 28,1%. Seguono PP, con il 17,8%, Ciudadanos, con 16,1%, Podemos con il 14,1% e Vox con il 12,1%. Se questi numeri fossero confermati dai risultati ufficiali, non ci sarebbe una maggioranza chiara e per la prima volta un partito di ultradestra, Vox, entrerebbe in parlamento.

Elezioni in Spagna: affluenza record. Exploit di Vox?

Questa mattina alle ore 9 sono stati aperti i 23mila collegi delle 52 province spagnole chiamate al voto per rinnovare il Parlamento. 36,8 milioni di spagnoli votano per il rinnovo del Congresso dei deputati e del Senato e queste sono le tredicesime elezioni generale dalla restaurazione della democrazia, ossia dal 1977. Sono 350 i deputati e 208 i senatori da eleggere. Si vota anche per le regionali di Valencia.

Le urne chiuderanno alle ore 20, ma nelle prime ore c'è stata un'affluenza record, la seconda più alta di sempre in questi ultimi 40 anni. Alle ore 14, infatti, avevano votato già il 41,48% degli elettori (+4,3% rispetto a tre anni fa). Solitamente quando l'affluenza è così alta in Spagna si impongono le sinistre e in effetti il socialista Pedro Sánchez è il favorito, visto che i sondaggi gli attribuiscono circa il 30% delle preferenze. Ma per governare bene gli serve stabilità, visto che ci ha già provato dopo la mozione di censura di Mariano Rajoy, vincitore delle precedenti elezioni, e alla fine ha dovuto richiamare il Paese alle urne.

L'alleato principale di Pedro Sánchez, Unidos Podemos di Pablo Iglesias, si attesta attorno al 12% e potrebbe non bastare per contrastare le destre, tra le quali c'è questa volta l'aggiunta di Vox, la formazione guidata da Santiago Abascal che potrebbe fare per la prima volta il suo ingresso in Parlamento.

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