Delrio tende la mano a Di Maio su salario minimo e taglio dei parlamentari

delrio di maio

Graziano Delrio certifica una sorta di avvicinamento da parte del nuovo PD di Zingaretti al Movimento 5 Stelle. In un’intervista rilasciata oggi al quotidiano La Stampa, il capogruppo del Partito Democratico alla Camera esprime gradimento per le cinque proposte di Luigi Di Maio per risollevare l’Italia. Secondo molti osservatori, quella dei pentastellati è una svolta a sinistra, che potrebbe aprire a nuovi scenari e alleanze nel caso in cui questo esecutivo dovesse cadere dopo le elezioni europee. "Siamo disposti a discutere con i grillini su salario e conflitto di interessi", la prima apertura di Delrio.

Tanti i temi toccati dall’ex ministro nell’intervista al quotidiano torinese, tra cui la proposta di Matteo Salvini di reintrodurre le province elettive. Anche in questo caso, Delrio sta con il Movimento 5 Stelle, che non ha alcuna nostalgia del recente passato.

"Sulle province - continua il capogruppo dem alla Camera - si vede che Salvini ha bisogno di qualche poltrona in più e la sua è solo una manovra elettorale, fanno bene i 5 Stelle a dire no all'elezione diretta. Le 76 province a statuto ordinario hanno una loro regolamentazione, sono rette da assemblee di sindaci e la manutenzione di strade e scuole sono le funzioni fondamentali. E i sindaci che le governano sono pienamente autorevoli, non è che l'elezione diretta dia più autorevolezza ad un'istituzione. Altrimenti vorrebbe dire che il presidente della Repubblica non lo è e che le province non lo erano prima del '93".

Salario minimo per legge

Quanto alla proposta di un salario minimo avanzata dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, Delrio rivendica il fatto che il Partito Democratico l’avesse proposto prima, anche se quando è stato al governo in questi anni non lo ha attuato.

"Sul salario minimo siamo d’accordo, lo abbiamo proposto per primi: certo andrebbe discusso come realizzarlo. Per noi va fatto in accordo con i sindacati. Sul taglio degli stipendi diciamo che serve loro per recuperare qualche punto nei sondaggi: se accettassero di discuterne seriamente si potrebbe trovare un'intesa. Anche sul conflitto d'interessi siamo d'accordo - ammette - , ma deve riguardare tutti, anche la trasparenza di piattaforme informatiche e la manipolazione dei dati".

Delrio: "Abolire il Senato"

Infine, sul taglio dei parlamentari, il Partito Democratico vuole andare oltre l’idea che ha il Movimento 5 Stelle: Delrio conferma la volontà di abolire il Senato, eventualità già bocciata dai cittadini con il referendum.

"Noi siamo favorevoli al taglio dei parlamentari, anzi per noi bisognerebbe avere una sola Camera, a differenza di quanto vogliono fare loro. La loro riforma è un pasticcio, che produrrà uno scollamento tra i territori e i parlamentari eletti in collegi molto più grandi di ora. E poi non si capisce a cosa serva un Senato di 200 persone e perché bisogna fare avanti e indietro due volte con la stessa legge tra una Camera e l’altra. Noi - conclude - vorremmo tenere una sola Camera con 500 deputati, cioè meno di quanto prevede la loro proposta, trovando il modo di rappresentare gli enti locali. Sul principio siamo d'accordo, sul come applicarlo no".

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