Un prete a bordo della Mare Jonio: "Il Vangelo passa dal Mediterraneo"

mare jonio dissequestrata

Un sacerdote a bordo della Mare Jonio. L’equipaggio della nave nella Ong Mediterranea impegnata nel salvataggio dei migranti aveva chiesto la presenza di un prete. Ed ecco che, si legge su Repubblica, a bordo è salito don Mattia Ferrari, 25enne vicario di una parrocchia di Nonantola, Diocesi di Modena.

Il Vangelo tra i mangiapreti? “In effetti qui sono tutti atei e agnostici” scherza don Mattia. “Ma c’è un bel clima di fratellanza, i ragazzi di Mediterranea hanno un gran rispetto per Papa Francesco. E un fatto è certo: il Vangelo, oggi, passa anche dal Mediterraneo” aggiunge.

Quella che sta per partire è la terza missione del 2019 della Mare Jonio, il cui capomissione è stato l’ex no global Luca Casarini. Dietro la Ong Mediterranea ci sono Ya Basta Bologna, Arci, l’Ong Sea-Watch, il magazine online I Diavoli e l’impresa sociale Moltivolti di Palermo.

La nave è un vecchio rimorchiatore noleggiato che si trova ora nel porto di Marsala, in attesa di migliori condizioni del mare per salpare. La missione della Mare Jonio è presidiare la zona di Search and Rescue della Libia, del tutto scoperta ora che anche i mezzi della guardia costiera libica sono bloccati nel porto Tripoli.

Don Mattia spiega così la sua scelta di trasferirsi dalla sua parrocchia alla nave che salva i migranti: “La richiesta di avere un prete a bordo è venuta dai ragazzi dell’equipaggio: lo aveva chiesto Luca Casarini, nell’incontro con l’arcivescovo di Palermo l’8 aprile scorso, e Lorefice aveva accolto molto positivamente l’idea. Con i ragazzi di Tpo e Labas di Bologna, che (...) fanno parte di Mediterranea, siamo amici da tempo, perché due anni fa accolsero Yusupha, un ragazzo migrante che dormiva in stazione a Bologna e per il quale non riuscivamo a trovare posto, nonostante avessimo bussato a tantissime porte”.

Ed eccolo a bordo per testimoniare con il suo impegno concreto quell’aiuto ai disperati del mare tante volte invocato da Papa Francesco che anche durante la Via Crucis ha ringraziato “coloro che con ruoli diversi hanno rischiato la vita per salvare quella di tante famiglie in cerca di sicurezza e di opportunità”.

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