Venezuela, Maduro: "Stiamo sventando il golpe". 37 feriti e 11 persone arrestate

Liberato l'attivista Leopoldo López.

AGGIORNAMENTO 30 APRILE, ORE 22.00 - La stampa venezuelana riferisce che 37 persone sono rimaste ferite a Caracas negli scontri che hanno fatto seguito al tentato golpe. Almeno 11 persone, invece, sono state arrestate per il loro ruolo nelle proteste.

Un giornalista venezuelano ha fatto sapere in serata che il tentativo di golpe non era programmato per oggi, ma per un'altra giornata, ma si è deciso di anticiparlo ad oggi all'ultimo momento perchè secondo alcune fonti Maduro era pronto a far scattare l'arresto per Guaidò.


AGGIORNAMENTO 30 APRILE, ORE 19.00 - La situazione a Caracas sta degenerando col passare delle ore. Il governo di Maduro ha reagito con mano pesante al tentativo di colpo di stato messo in atto da Guaidò e inviato in strada i mezzi armati con l'ordine di disperdere le proteste che crescono sempre di più in scene di vera e propria guerriglia urbana.

Almeno una persona, lo riferisce la stampa locale, sarebbe stata investita da un mezzo blindato dell'esercito mentre si muoveva tra la folla per disperdere i contestatori con gli idranti. Gli scontri si stanno concentrando nei pressi delle base militare in cui si trova Guaidò, la stessa da cui ha diffuso il messaggio che annunciava l'avvio del colpo di stato.

L'Esercito, o almeno la maggior parte di esso, si è rivelato dalla parte del Presidente Maduro, come confermato in diretta televisiva dal Ministro della Difesa del Venezuela Vladimir Padrino, secondo il quale i membri dell'esercito che vi hanno preso parte sarebbero già stati "parzialmente sconfitti": "Le armi della repubblica sono qui per difendere la sovranità e l'indipendenza della nazione".


Venezuela, Guaidó: "I militari hanno fatto il passo"

Juan Guaidó, capo dell'Assemblea nazionale venezuelana che da molti Paesi è stato riconosciuto come presidente ad interim, oggi ha annunciato che "la famiglia militare ha fatto il passo" per unirsi a lui e procedere con "la cessazione definitiva dell'usurpazione" di Nicolás Maduro al governo, portando così a compimento quella che lui chiama "Operazione Libertà".

Oggi a Caracas è stato liberato l'oppositore Leopoldo López, che sta scontando oltre 12 anni agli arresti domiciliari. I militari dunque hanno eseguito l'ordine di Guaidó: avevano in custodia López e lo hanno accompagnato fuori di casa riconoscendogli l'indulto. López e Guaidó si sono incontrati presso la base militare aerea Generalisimo Francisco de Miranda a Caracas e hanno invitato tutti e venezuelani a scendere pacificamente in piazza. López ha parlato di un "processo di unificazione delle forze armate e del popolo venezuelano".

Intanto Maduro, tramite il suo ministro delle Comunicazioni Jorge Rodriguez, ha solo replicato che il governo eletto si sta confrontando con un piano di colpo di Stato per sventarlo. In particolare Rodriguez ha detto che un "piccolo gruppo di soldati traditori" si è posizionato "nella zona di Altamira per promuovere un colpo di Stato contro la Costituzione e la pace della Repubblica" e ha aggiunto che "a questo tentativo si è unita la destra estrema golpista e assassina che da mesi aveva annunciato la sua agenda violenta". Infine il ministro ha fatto un appello chiedendo "alle persone di rimanere in allerta in modo che, insieme alla gloriosa Forza Armata Nazionale Bolivariana, sconfiggeremo il tentativo di golpe e preserveremo la pace".

Diosdado Cabello, Presidente dell'Assemblea Costituente venezuelana, ha chiamato i sostenitori schiavisti a raccolta nel palazzo presidenziale di Miraflores, ha definito uno "spettacolo grottesco" l'azione di Guaidò e ha detto: "Ora siamo schierati e invitiamo tutto il popolo di Caracas a venire qui a Miraflores. Vediamo cosa possono fare contro il nostro popolo". Ma anche Guaidò ha invitato i cittadini ad andare al palazzo presidenziale.

Per strada continuano le scene di guerriglia urbana e di panico. Al momento sembra che l'esercito sia ancora spaccato. L'osservatorio Internet Netblocks, che monitora i disservizi e le censure alla Rete, ha fatto notare che ci sono state in queste ultime ore diverse restrizioni ai social network in Venezuela da parte dell'impresa statale di telecomunicazioni CANTV.

Golpe in Venezuela: le reazioni internazionali

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto via Twitter per commentare quanto sta accadendo in Venezuela, spiegando di star monitorando la situazione da vicino: "Gli Stati Uniti sono col popolo del Venezuela e la loro libertà".


Dall'Italia è stato il Ministro dell'Interno Matteo Salvini a commentare e dare il proprio supporto Guaidó, anche se ufficialmente l'Italia non ha mai preso una posizione:

Per il bene del popolo venezuelano e dei tantissimi italiani che da anni soffrono per colpa di uno degli ultimi regimi comunisti sulla faccia della terra ci auguriamo una soluzione pacifica e non violenta della crisi che porti a libere elezioni e all'allontanamento del dittatore Maduro che sta affamando, incarcerando e torturando il suo popolo. Sono vicino al popolo venezuelano, all'assemblea nazionale e al suo presidente Guaidó.

Il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, invece, è rimasto neutrale:

Stiamo seguendo con la massima attenzione e in stretto contatto con l'Ambasciata a Caracas, che continua ad essere operativa, l'evoluzione degli eventi in Venezuela. Condividiamo le giuste aspirazioni del popolo venezuelano alla democrazia, siamo contro le dittature e reiteriamo la richiesta di nuove elezioni presidenziali, pienamente libere e legittimate dalla comunità internazionale.

Dalla Spagna hanno fatto sapere di non appoggiare il golpe in Venezuela e di pretendere immediate elezioni. Il Presidente della Bolivia Evo Morales ha parlato di un attacco golpista da parte dell'impero degli Stati Uniti, mentre tra gli americani il primo a intervenire è stato il senatore della Florida Marco Rubio che ha scritto: "Popolo del Venezuela, il vostro destino è ora nelle vostre mani, è arrivato il momento di recuperare patria e libertà".

In giornata per l'Italia era stato Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo e vicepresidente di Forza Italia, ad intervenire, in spagnolo: "Oggi 30 aprile, segna un momento storico per il ritorno alla democrazia e alla libertà in Venezuela, che il Parlamento europeo ha sempre appoggiato. la liberazione del premio Sakharov Leopoldo Lopez da parte dei militari all'ordine della Costituzione, è una grande notizia. Avanti col Venezuela libero".

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