Luigi Di Maio blocca la trasmissione digitale di Radio Padania

Radio Padania - Matteo Salvini

Si preannuncia un nuovo scontro tra i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dopo la decisione di quest'ultimo, in qualità di Ministro dello Sviluppo Economico, di ordinare a Radio Padania di sospendere con effetto immediato le trasmissioni sulla rete digitale che consente all'emittente della Lega di poter essere ascoltata in tutto il territorio nazionale.

La motivazione ufficiale è molto semplice. Radio Padania, di cui Matteo Salvini è stato direttore dal 1999 al 2013, è a tutti gli effetti una radio locale e per questo la sua diffusione dovrebbe essere limitata all'area da cui trasmette - come stabilito dopo la vendita della concessione per radio comunitaria nazionale nel 2016 a RTL 102.5 proprio grazie a Salvini - ma appoggiandosi al consorzio EuroDAB, l'operatore di rete autorizzato dal Ministero per la diffusione di segnali radiofonici in tecnologia DAB-T (Digital Audio Broadcasting), l'emittente avrebbe aggirato quel limite e raggiunto così l'intero territorio nazionale.

Radio Padania, secondo il Mise, si sarebbe appoggiata a EuroDAB senza averne l'autorizzazione e per questo motivo, accertata la violazione, avrà sette giorni di tempo per sospendere le trasmissioni sulla rete digitale. Nella lettera, firmata da Giovanni Gagliano, direttore generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali, si legge:

Si invita codesta società a sospendere immediatamente la trasmissione dei propri contenuti al Consorzio Eurodab e si comunica che, in caso di reiterata violazione, questo ministero procederà all’avvio del procedimento di revoca dell’autorizzazione rilasciata alla Radio Padania Libera il 28 agosto 2018.

La lettera è stata inviata in copia anche all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per eventuali provvedimenti nel caso in cui Radio Padania non interromperà la trasmissione digitale, rischiando poi di perdere anche l'autorizzazione a trasmettere in analogico tradizionale.

Radio Padania torna così al centro delle polemiche dopo quelle legate alla richiesta dei contributi pubblici al Ministero dello Sviluppo Economico, 115 mila euro in nome del pluralismo dell'informazione. Il giorno prima della pubblicazione della graduatori del Mise coi beneficiari dei contributi, però, Radio Padania aveva fatto un passo indietro e rinunciare al contributo "per evitare ulteriori polemiche".

L'emittente della Lega è stata a lungo cassa di risonanza di Matteo Salvini e della sua propaganda e lo ha fatto su tutto il territorio nazionale, dando voce non soltanto al Ministro dell'Interno e leader del partito, ma anche ai vari deputati e senatori leghisti che si sono succeduti nel corso degli anni, facendo di fatto della propaganda politica da Trieste a Palermo.

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