Caso Siri, Giorgetti: "Dopo incontro con Conte, al momento resta lì"

informativa dia intercettazione caso armando-siri-fb.jpg

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato il sottosegretario Armando Siri lunedì sera e ad oggi non si è ancora espresso sul futuro del senatore leghista indagato per corruzione. Secondo indiscrezioni il premier avrebbe chiesto a Siri di dimettersi e di tenere un profilo basso fino a quando la sua posizione non sarà definitivamente chiarita.

Da Conte, però, non sono arrivate dichiarazioni al riguardo e lo stesso Siri ieri ha fatto sapere di non volersi dimettere - "Se mi vogliono fuori dal governo devono cacciarmi". Oggi è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti a tornare sull'argomento e confermare che, almeno per ora, Siri resta al suo posto.

Nessuna melina. Il presidente del Consiglio e Siri si sono spiegati, non conosco il contenuto dell'incontro ma al momento resta lì, anche se credo non abbia le deleghe.

A togliere ad Armando Siri le deleghe era stato il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, intervenuto in modo tempestivo dopo la diffusione della notizia dell'iscrizione del sottosegretario nel registro degli indagati.

Giorgetti, finito nel mirino del Movimento 5 Stelle per l'assunzione a Palazzo Chigi del figlio dell'imprenditore Paolo Arata, ha spiegato che il contratto di governo firmato da Lega e M5S stabilisce delle regole che, almeno per ora, non si applicano alla vicenda che coinvolge Siri:

Nel contratto che abbiamo stabilito ci sono delle regole ed è chiaro che il rinvio a giudizio presuppone che ci sia una verifica preventiva che al momento nessuno conosce. [...] Io non ho parlato con lui e bisogna capire la sua situazione, ma mi sembra che lui sia assolutamente tranquillo, o almeno così dice di essere. Quindi giustamente non capisce perché deve dimettersi, se non ha fatto nulla. È una situazione individuale ma è chiaro che se si fa politica si è, quasi quotidianamente, sotto l'attacco degli avversari politici e non solo.

Anche oggi, però, Luigi Di Maio ha ribadito la richiesta di dimissioni di Siri, che potrà tornare a ricoprire l'incarico di sottosegretario se verrà giudicato innocente:

La linea del M5S rimane la stessa: chiediamo a Siri di lasciare, perché indagato per corruzione in un'inchiesta che coinvolge anche mafiosi. È una questione morale. Se poi verrà giudicato innocente, tornerà a fare il sottosegretario.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO