Violazione libertà provvisoria: Assange condannato a Londra

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Un giudice del tribunale di Southwark (Londra) ha condannato Julian Assange a 50 settimane di reclusione per aver violato i termini della libertà provvisoria nel 2012. I fatti risalgono dunque all’anno in cui il fondatore di Wikileaks si mise al riparo nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove è stato arrestato poche settimane fa. Domani, 2 maggio 2019, è in programma la prima udienza sulla richiesta di estradizione da parte degli USA con l’accusa di pirateria informatica, ma si prevedono tempi lunghi.

L’udienza di oggi si è conclusa con una condanna considerata scontata e l’avvocato di Assange ha replicato alle accuse affermando che la violazione dei termini della cauzione sia avvenuta per il timore di essere estradato negli USA, dove avrebbe potuto non avere un processo equo. Il fondatore di Wikileaks si scusa inoltre tramite una lettera per non essersi presentato all’interrogatorio del 2012. Il pentimento è servito comunque solo ad ottenere un leggero sconto rispetto alla pena massima prevista in Inghilterra per questo tipo di reati (12 mesi).

Assange: la guerra con gli USA e le accuse di stupro

Assange è nel mirino degli Stati Uniti da diversi anni, ma tra i vari gradi di giudizio, gli inevitabili ricorsi e il parere del governo britannico, potrebbero trascorrerne tanti altri. L’attivista australiano, con la fondazione di Wikileaks rese disponibili in rete documenti scottanti, alcuni dei quali sottratti nientemeno che al Pentagono da Chelsea Manning, ex militare che ha consentito di risalire a crimini di guerra commessi dalle forze americane in Afghanistan e in Iraq. Nonostante le voci di una possibile riapertura, invece, rimane archiviato il caso di cui si sta occupando la magistratura svedese e relativo alle imputazioni di abusi sessuali. Assange è stato accusato di stupro da due conoscenti.

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