Europee, Di Maio presenta il programma M5S: "Stop all'austerity"

Giornata di preparazione in vista delle elezioni europee del 26 maggio prossimo per i due vicepremier italiani. Matteo Salvini si è recato a Budapest per incontrare il primo ministro ungherese Viktor Mihály Orbán, mentre Luigi Di Maio è rimasto in Italia e, dall'hotel Villa Maria Regina di Roma, ha presentato il programma del Movimento 5 Stelle, al grido di Continuare X Cambiare.

Dieci i punti del programma, lo stesso votato pochi giorni fa dai sostenitori di M5S tramite la piattaforma Rousseau, che vede tra i cavalli di battaglia il salario minimo che Luigi Di Maio vorrebbe introdurre non soltanto in Italia, ma in tutta Europa. Un salario minimo europeo che sembra di impossibile realizzazione. Eppure Di Maio lo ha voluto mettere nel primo punto del programma, spiegando che "serve una direttiva quadro dell’UE per i salari dignitosi che fissi minimi salariali a livello nazionale, nel dovuto rispetto delle prassi di ciascuno Stato membro":

Il 9,6% dei lavoratori europei ha un salario inferiore ai minimi contrattuali, in Italia questa percentuale sale al 12%. Bisogna intervenire soprattutto per difendere i giovani che sono i più penalizzati.

Il secondo punto del programma è lo stop all'austerity attraverso investimenti per la crescita di tutti i Paesi UE e la piena occupazione. Tutti gli organismi europei, spiega il Movimento 5 Stelle, dovranno impegnarsi per raggiungere questo obiettivo e investire miliardi di euro a questo scopo.

M5S punta a misure per sostenere le famiglie più povere e combattere così la crisi demografica, ma anche a combattere l'evasione fiscale in Europa - "basta con i paradisi fiscali e la concorrenza sleale delle grandi multinazionali" - e far rientrate in Italia i cosiddetti cervelli in fuga: "Teniamo in Italia i nostri giovani e facciamo tornare chi è scappato".

Luigi Di Maio, nonostante i sondaggi dicano tutt'altro, si è detto convinto che il gruppo di cui fa parte il Movimento 5 Stelle "sarà determinante al Parlamento europeo":

Il gruppo in cui saremo in Europa noi non è né di destra né di sinistra, ma è dalla parte dei diritti. Il Ppe e il Pse non faranno il 51% e il gruppo parlamentare dove ci sarà il M5S sarà fondamentale, saremo l'ago della bilancia.

Insieme al Movimento 5 Stelle, lo ricordiamo, ci sono il partito populista ed euroscettico croato Zivi Zid (Barriera Umana), il polacco Kukiz'15, movimento politico nazionalista e populista di estrema destra, il movimento finlandese Liike Nyt basato sulla democrazia diretta e il greco Akkel, il Partito dell'agricoltura e dell'allevamento.

I 10 punti del programma M5S per le europee 2019


    1) Salario Minimo Europeo per tutti i lavoratori
    In Italia come in Europa, vogliamo un salario minimo orario: i diritti di chi lavora sono al primo posto. Stop alle delocalizzazioni, la manodopera deve avere lo stesso costo in tutta l’Unione Europea.

    2) Investimenti per la crescita e la piena occupazione: stop all’Austerity!
    Il lavoro è la vera priorità dell’Italia e dell’Europa. Tutti gli organismi europei devono impegnarsi per questo obiettivo e investire miliardi. Basta con l’austerità che, negli ultimi dieci anni, ha prodotto solo più tasse, disoccupazione e povertà.

    3) Misure di sostegno economico alle Famiglie e al Ceto Medio
    Le famiglie italiane vanno sostenute nel Welfare con le stesse tutele esistenti in altri Paesi europei. Anche per combattere crisi demografica e spopolamento.

    4) Incentivi alle imprese per inquinare meno
    Diminuire l’inquinamento per aumentare la salute dei cittadini. Abbandono graduale delle fonti fossili, stop alle trivelle, stop ai fondi europei per inceneritori e discariche. Europa plastic free.

    5) Redistribuzione e rimpatri
    I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa. Politica migratoria europea comune per i rimpatri e la redistribuzione obbligatoria dei migranti.

    6) Lotta alla grande evasione in Europa: meno tasse agli italiani
    Chi lavora in Italia deve pagare le tasse in Italia: basta con i paradisi fiscali e la concorrenza sleale delle grandi multinazionali. Facciamoli pagare il giusto e gli italiani pagheranno meno tasse.

    7) Facciamo rientrare in Italia i nostri giovani fuggiti all’estero
    Stop ai cervelli in fuga. Teniamo in Italia i nostri giovani e facciamo tornare chi è scappato. Più investimenti dall’Europa su istruzione, ricerca e per le start up innovative

    8) Tutela del Made in Italy, divieto di OGM e di pesticidi nocivi per salute e ambiente
    Tuteliamo i marchi storici del Made in Italy dalle contraffazioni e per impedire le delocalizzazioni selvagge con una legge europea apposita. Siamo dalla parte dei consumatori e degli agricoltori italiani. Il cibo che arriva nelle nostre tavole deve essere sano

    9) Taglio stipendi e privilegi dei commissari e dei parlamentari europei
    I privilegi nel 2019 non possono più esistere. Taglio di tutte le spese inutili come la doppia sede del Parlamento a Strasburgo

    10) Investimenti per l’istruzione, la sanità, le infrastrutture e la sicurezza del territorio fuori dai vincoli di bilancio dell’Unione Europea
    Per continuare a cambiare ci vuole flessibilità e disponibilità negli investimenti per lo sviluppo. Togliamo i vincoli di bilancio sull’istruzione, la sanità e le infrastrutture.

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