Migranti, Papa Francesco: "Preoccupa il nazionalismo che alza i muri"

Aboubakar Soumahoro e Papa Francesco

Papa Francesco è tornato a parlare del fenomeno dei flussi migratori e del crescente razzismo ad esso collegato in un periodo storico, in Italia e nel resto dell'Europa e del Mondo, in cui i nazionalismi stanno facendo dei danni sul lungo termine che stiamo tutti sottovalutando.

Il Pontefice, intervenuto alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha ricordato quanto la Chiesa Cattolica, anche in questi ultimi mesi, si sia impegnata per porre l'attenzione su questo fenomeno e lo stesso Bergoglio si è speso più volte di recente per mettere in guardia i fedeli sui rischi del razzismo dilagante:

La Chiesa ha ammonito le persone, i popoli e i governi riguardo alle deviazioni di questo attaccamento quando verte in esclusione e odio altrui, quando diventa nazionalismo conflittuale che alza muri, anzi addirittura razzismo o antisemitismo.

Bergoglio si è detto preoccupato, a nome della Chiesa Cattolica, per il riemergere di correnti aggressive verso gli stranieri, specie gli immigrati, come pure quel crescente nazionalismo che tralascia il bene comune". Questo, secondo il Pontefice,

rischia di compromettere forme già consolidate di cooperazione internazionale, si insidiano gli scopi delle Organizzazioni internazionali come spazio di dialogo e di incontro per tutti i Paesi su un piano di reciproco rispetto, e si ostacola il conseguimento degli Obiettivi dello sviluppo sostenibile approvati all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre del 2015.

Il modo in cui una nazione accoglie i migranti, dice Papa Francesco, "rivela la sua visione della dignità umana e del suo rapporto con l’umanità. Da qui l'invito all'accoglienza e all'integrazione:

Ogni persona umana è membro dell’umanità e ha la stessa dignità. Quando una persona o una famiglia è costretta a lasciare la propria terra va accolta con umanità. Ho detto più volte che i nostri obblighi verso i migranti si articolano attorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Il migrante non è una minaccia alla cultura, ai costumi e ai valori della nazione che accoglie. Anche lui ha un dovere, quello di integrarsi nella nazione che lo riceve. Integrare non vuol dire assimilare, ma condividere il genere di vita della sua nuova patria, pur rimanendo sé stesso come persona, portatore di una propria vicenda biografica.

Solo in questo modo, ha proseguito il Santo Padre nel suo discorso, "il migrante potrà presentarsi ed essere riconosciuto come un’opportunità per arricchire il popolo che lo integra": "È compito dell’autorità pubblica proteggere i migranti e regolare con la virtù della prudenza i flussi migratori, come pure promuovere l’accoglienza in modo che le popolazioni locali siano formate e incoraggiate a partecipare consapevolmente al processo integrativo dei migranti che vengono accolti".

Nella foto in apertura il selfie che il Santo Padre ha concesso ieri, il Primo Maggio, a Aboubakar Soumahoro, il coordinatore dei lavoratori agricoli della Usb e attivista dei diritti civili.

“Vai avanti per la giustizia sociale. Non fermarti". Queste sono state le bellissime parole di Papa Francesco, a cui ho consegnato una copia del mio libro “Umanità in rivolta”. #1maggio

Posted by Aboubakar Soumahoro on Wednesday, May 1, 2019
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