Scuola, Salvini vuole il grembiule obbligatorio: "Ci vogliono ordine e disciplina"

Matteo Salvini

Matteo Salvini ha messo bene in chiaro che tra i suoi obiettivi per il futuro c'è la reintroduzione del grembiule obbligatorio per gli studenti delle scuole elementari. Ne aveva già parlato lo scorso 1° maggio e lo ha ribadito oggi durante l'ennesimo comizio in vista delle elezioni europee.

Dal palco di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, il Ministro dell'Interno ha precisato che la reintroduzione dell'educazione civica a scuola - il Senato deve ancora esprimersi dopo il via libera della Camera - era solo il primo passo verso il ripristino dell'ordine e della disciplina delle scuole elementari italiane. Uno dei passaggi successivi è proprio la reintroduzione del grembiule obbligatorio:

Vorrei che tornasse anche il grembiule per evitare che vi sia il bambino con la felpa da 700 euro e quello che ce l'ha di terza mano perché non può permettersela.

Se è vero che l'educazione civica potrà davvero fare qualcosa per educare i bambini alle responsabilità di chi vive in una società civile e insegnar loro il rispetto degli altri e dei luoghi in cui vivono, il grembiule obbligatorio è davvero l'ultimo dei problemi e Salvini, che non manca di ricordare ad ogni occasione di essere un padre di famiglia, dovrebbe saperlo bene.

Ma Salvini e il team che ne gestisce la comunicazione sanno altrettanto bene che l'idea che il vicepremier stia promuovendo con grembiule obbligatorio ben si presta agli attacchi della sinistra o più in generale dei suoi detrattori, pronti a chiamare in causa un preciso periodo storico italiano. E così, dal momento che le parole sui grembiuli obbligatori pronunciate da Salvini pochi giorni fa non avevano avuto l'eco sperata, oggi l'hanno mandato nuovamente alla carica, stavolta con un chiaro suggerimento agli avversari politici:

Sento già chi griderà allo scandalo ed evocherà il duce, ma un Paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina. In Italia c'è la democrazia ma questo non deve impedire di avere non solo diritti ma anche doveri. Ed è soprattutto sui bambini che dobbiamo investire in educazione per non avere ragazzi che a vent'anni sono solo dei casinisti.

Eppure, nessuno sembra aver fatto il gioco di Salvini. Anzi, in tanti si sono affrettati a sostenere la poca priorità della questione, invitando il vicepremier leghista a concentrarsi sui problemi ben più gravi e prioritari della scuola italiana. Magistrale, a questi proposito, la replica di Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp), che ha dato al Ministro dell'Interno qualche suggerimento concreto:

Reintrodurre il grembiule nelle scuole è possibile, non mi sembra ci siano problemi particolari nel farlo, certo abbiamo altre priorità, non mi sembra, insomma, una questione fondamentale. L'emergenza più importante è un'altra: abbiamo solai e controsoffitti delle scuole che andrebbero monitorati, ogni settimana c'è un crollo; a volte si tratta di fatti lievi, a volte cadono interi pezzi di soffitto: è questa una cosa molto urgente su cui intervenire e poi, se costa mettere a posto le situazioni, non costa quasi nulla fare le verifiche. Un monitoraggio andrebbe fatto subito, questa è l'emergenza numero uno. Finora su questo fronte non è stato fatto nulla, non mi è arrivata alcuna segnalazione in tal senso dalle scuole. Invece si pensa a prendere le impronte digitali ai presidi, una misura che costerà 100 milioni di euro e che potrebbero essere dedicati ad altro.

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