La Francia fa dietrofront: niente tagli all'insegnamento dell'Italiano

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La protesta di professori ed intellettuali ha vinto: il governo francese fa marcia indietro sui tagli alle cattedre di lingua italiana nelle scuole. A dare l’annuncio è il professor Jean-Luc Nardone, docente di Letteratura Italiana all'Università di Tolosa. "L'orizzonte si è schiarito e siamo riusciti a invertire una curva che ci avrebbe condotto alla catastrofe", si legge nel comunicato diramato dal docente che aveva promosso una raccolta firme con tanto di risposta positiva da parte di intellettuali francesi e italiani.

La cassa di risonanza della protesta è stata tale che lo scorso 2 maggio, in occasione dei 500 anni della morte di Leonardo Da Vinci, dell’argomento hanno parlato anche Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron. Nonostante la richiesta degli studenti non era affatto diminuita, il governo francese aveva deciso una riduzione dei posti a concorso per l’insegnamento dell’Italiano. Oggi, però, il professor Nardone, presidente della SIES (Società degli italianisti nell'Insegnamento Superiore), ha annunciato che "una lettera ufficiale del ministero conferma, fin da quest'anno, un aumento del 40% dei posti a concorso".

Finisce così un’altra querelle che minacciava nuove tensioni tra Francia e Italia dopo quelle dei mesi scorsi per via della gestione dei flussi migratori e per un incontro di esponenti del Movimento 5 Stelle con i gilet gialli.

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