Siri, aperta un'inchiesta a Milano sull'acquisto di una palazzina

La Procura di Milano ha aperto una nuova indagine

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Aggiornamento - Mentre il Premier Giuseppe Conte promette che mercoledì in Consiglio dei Ministri non si andrà "alla conta" sul caso Siri, il suo vice pentastellato Luigi Di Maio, sull'ipotesi di andare ai voti, dice:

"Sconsiglierei. Non abbiamo mai parlato né di rimpasti né di crisi di governo. Noi non abbiamo nessuna strategia verso Salvini. Semplicemente il tema Siri riguarda la corruzione e addirittura si parla di mafia. Su questa roba noi non possiamo transigere"

Invece Matteo Salvini commenta la notizia del giorno, quella dell'inchiesta sulla palazzina acquistata da Siri, dicendo:

"Possono aprire tutte le inchieste che vogliono, io sono assolutamente tranquillo. Se a Siri viene contestato di avere un mutuo, è un reato che stanno compiendo alcuni milioni di italiani che pagano la rata del mutuo"

Salvini ha anche detto che mercoledì andrà in Consiglio e Ministri "assolutamente tranquillo".

Siri, aperta un'inchiesta a Milano sull'acquisto di una palazzina

La Procura di Milano ha aperto una nuova inchiesta che potrebbe coinvolgere Armando Siri, il sottosegretario leghista sul quale sta già indagando la Procura di Roma per l'infamante accusa di corruzione. Al momento allegati al fascicolo della Procura non ci sono né indagati né ipotesi di reato. L'indagine è però stata affidata al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, che generalmente si occupa di casi di corruzione internazionale, di riciclaggio e di auto-riciclaggio.

Il fatto riguarda l'acquisto di una palazzina a Bresso - comune alle porte di Milano - da parte della figlia del leghista Siri, attraverso un mutuo da 583mila euro acceso presso una banca di San Marino dal padre. Questa compravendita è stata segnalata all'Uif di Banca d'Italia dallo stesso notaio che si è occupato del rogito, sollevando così dei sospetti sulla provenienza del denaro utilizzato per l'acquisto.

La proprietà della palazzina - sette appartamenti, due negozi e alcune cantine - è stata intestata alla figlia del senatore leghista con il denaro messo a disposizione dal padre. Separatamente, poi, la figlia di Siri avrebbe firmato al padre una procura irrevocabile per la vendita degli immobili.

Il notaio ha segnalato l'operazione perché sul mutuo da 585.300 euro non era presenta alcuna garanzia reale come, ad esempio, un'ipoteca o una fideiussione. Si tratta di una somma considerevole sulla quale il notaio, evidentemente, aveva più di qualche dubbio circa la sua provenienza. È bene ricordare che Siri nel 2015 patteggiò una condanna un anno e otto mesi per bancarotta fraudolenta riguardante la società MediaItalia, fallita lasciando un buco di oltre un milione di euro.

Siri si è sempre professato innocente e spiegò di essere stato costretto a patteggiare perché non aveva i fondi necessari per pagare avvocati e periti in giudizio. Un'ammissione, questa, in linea con la sua dichiarazione dei redditi del 2017, pari a 25mila euro, pubblicata sul sito del Senato.

Ci sono nuovi guai in vista per il sottosegretario leghista?

Così Matteo Salvini ha commentato la notizia: "Possono aprire tutte le inchieste che vogliono, io sono assolutamente tranquillo. Se a Siri viene contestato di avere un mutuo, è un reato che stanno compiendo alcuni milioni di italiani che pagano la rata del mutuo".

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