Salone del Libro: Zerocalcare boicotta, Michela Murgia: "Non lasciamo la fiera ai fascisti"

È scontro sulla presenza di una casa editrice di estrema destra.

Dal 9 al 13 maggio si svolge il Salone del Libro di Torino, ma le polemiche sono già cominciate con largo anticipo. A tenere banco è la discussione sulla presenza della casa editrice AltaForte, quella che ha pubblicato il recente libro intervista a Matteo Salvini e che è considerata di estrema destra, perché vicina a CasaPound.

Intanto, la prima conseguenza concreta sono state le dimissioni di Christian Raimo da consulente dell'evento dopo un suo post sui social in cui auspicava un Salone "militante e antifascista" e criticava la presenza di Pietrangelo Buttafuoco, dicendo che non gli avrebbe dato tutto quello spazio. Raimo ha raccolto le critiche della destra e ha così deciso di lasciare il ruolo di consulente, ma sarà comunque presente come scrittore.

Il Comitato di indirizzo del Salone ha così giustificato la presenza di AltaForte:

"Se non si è stati condannati per reati legati all'odio razziale o all'apologia del fascismo, si può acquistare uno spazio al Salone. È un diritto, al pari del diritto di dissentire e criticare la linea di una casa editrice"

Le reazioni scatenate da questa vicenda negli scrittori sono contrastanti, il collettivo Wu Ming e lo storico Carlo Ginzburg sono stati tra i primi ad annunciare che avrebbero disertato l'evento proprio per protesta contro la presenza di AltaForte, oggi è arrivato anche il no di Zerocalcare, uno dei più attesi, capace di attirare moltissimi giovani che stanno in fila anche per molte ore pur di avere un suo "disegnetto", ma Michele Rech, notoriamente vicino al mondo dei centri sociali e antifascista fino al midollo, oggi ha scritto:

"Ciao, in effetti ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale.
Non faccio jihad, non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del salone del libro e su cui spero continueremo a misurarci perché la partita non si chiude così.
Sono contento anche che altri che andranno proveranno coi mezzi loro a non normalizzare quella presenza, spero che avremo modo di parlare anche di quello.
Ciao
PS: non è che io so diventato più cacacazzi negli ultimi tempi, anzi so pure molto piu rammollito, è che oggettivamente sta roba prima non sarebbe mai successa. Qua ogni settimana spostiamo un po' l'asticella del baratro."

Salone del Libro tra fascisti e antifascisti

Su Twitter però impazza l'hashtag #iovadoatorino lanciato da un gruppo di autori capitanati da Michela Murgia, che si oppongono al boicottaggio. Il motivo lo spiega benissimo la stessa Murgia:

"Se Casa Pound mette un picchetto nel mio quartiere che faccio, me ne vado dal quartiere?
Se Forza Nuova si candida alle elezioni io che faccio, straccio la tessera elettorale e rinuncio al mio diritto di voto?
Se la Lega governa il paese chiedo forse la cittadinanza altrove?
No. Non lo faccio.
E non lo faccio perché da sempre preferisco abitare la contraddizione piuttosto che eluderla fingendo di essere altrove.
Per questa ragione al Salone del libro di Torino io ci andrò e ci andranno come me molti altri e altre. Lo faremo non "nonostante" la presenza di case editrici di matrice dichiaratamente neofascista, ma proprio "a motivo" della loro presenza. Siamo convinti che i presidii non vadano abbandonati, né si debbano cedere gli spazi di incontro e di confronto che ancora ci restano. Ci sono casi - casi come questo - in cui l'assenza non ci sembra la risposta culturalmente più efficace. Per questo motivo non lasceremo ai fascisti lo spazio fisico e simbolico del più importante appuntamento editoriale d'Italia. Saremo invece l'uno accanto all'altra per leggere, parlare, testimoniare e incontrare i lettori e le lettrici in un momento in cui ogni spazio democratico va difeso palmo a palmo.
Personalmente non cancellerò alcun incontro, ma userò l'unico in cui presentavo un libro mio per leggere un testo che ricordi cosa ha fatto il regime fascista in questo paese, chi ha perseguitato, chi ha ucciso, chi ha mandato al confino e quale responsabilità mai affrontata si porta addosso chi lo rimpiange.
Chiedo ai lettori e alle lettrici che verranno a sentirmi SABATO 11 ALL'ARENA BOOKSTOK ALLE 18:30 di venire con un libro che per loro incarni e rappresenti i valori della democrazia, dell'umanità e della convivenza offesi dal fascismo e dal nazismo. Alla fine del reading vorrei vedere quei libri sollevati come uno scudo silenzioso, come un argine di storie potenti da contrapporre a chi la storia la vorrebbe negare e riscrivere. L'unica difesa contro un presente senza coscienza è ricominciare a proteggere la memoria insieme"

A questo appello aderiscono autori come Helena Janeczek, Chiara Valerio, Rossella Milone, Evelina Santangelo, Hamid Ziarati, Giacomo Papi, Giulio Cavalli, Christian Raimo, Alessandro Giammei, Riccardo Cavallero, Adriano Salani Editore Leonardo Caffo, Giorgio Ghiotti, Tommaso Pincio, Antonella Lattanzi, Gaia Manzini, Ciro Auriemma, Renato Troffa, e ovviamente lo stesso direttore Nicola Lagioia.

Chiara Appendino: "Torino e antifascista"

Tre consiglieri del comune di Torino del MoVimento 5 Stelle hanno chiesto che l'editore neofascista venga escluso dalla fiera, la sindaca Chiara Appendino ha condiviso la linea degli autori che non boicotteranno:

"Torino è antifascista. Questo semplice concetto in premessa deve essere molto chiaro, così come deve essere altrettanto chiaro che, in democrazia, non esistono alternative praticabili a questa posizione.
A quei valori liberali, democratici, antifascisti, vogliamo tenere fede. L’occasione è utile per ricordare che la Città di Torino, Medaglia d’Oro alla Resistenza, sarà presente al Salone del Libro. Sarà presente con il suo stand e i suoi eventi, incarnando nella sua bandiera quei valori di libertà e uguaglianza che fanno parte della nostra stessa identità.
Di certo, non abbandoneremo il campo, perché le idee si combattono con idee più forti. Le nostre ci saranno e, insieme alle nostre, ce ne saranno tantissime altre. È solo con la cultura che possiamo porre un argine a ogni possibile degenerazione o ritorno di ciò che deve essere archiviato per sempre. Tanti e uniti. È così che si vince"

Anche il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, del PD, ha detto la sua:

"Da tempo ci troviamo davanti ad aperte apologie del fascismo e manifestazione politiche, penso a CasaPound o Forza Nuova, che esplicitamente fanno riferimento al nazismo e al fascismo. Il mio invito mio è che è tempo che su questi fenomeni le autorità preposte valutino se ci sono gli estremi di appellarsi alla Costituzione che vieta la rifondazione del partito fascista. In assenza di questo, al di là dei miei giudizi personali, cioè che non gradisco la presenza di quella casa editrice al Salone del Libro, altro conto è impedirle di esercitare un suo diritto"

Intanto tutto questo, sicuramente, non fa che attirare ancora di più l'attenzione sul libro di Chiara Giannini con l'intervista a Matteo Salvini, edito da AltaForte.

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