Italia, la Commissione taglia ancora le stime di crescita

La Commissione Europea ha rivisto nuovamente al ribasso le stime di crescita per l'Italia. Nel mese di febbraio era arrivata la prima e più consistente sforbiciata alle stime per il Pil italiano, passato in un solo colpo dal +1,2% (del novembre 2018) al +0,2%. Secondo le nuove stime l'Italia quest'anno non andrà oltre un misero +0,1%, confermandosi maglia nera tra i Paesi della zona Euro, la cui crescita è stimata al +1,4% per quest'anno.

Al penultimo posto tra i Paesi della zona Euro c'è ancora la Germania, per la quale è previsto un +0,5%, confermando così le stesse stime al ribasso fatte da Berlino. Al primo posto della classifica c'è invece la Grecia (che ha tanto terreno da recuperare) con il suo +2,2%, seguita dalla Spagna che nel 2019 dovrebbe crescere del 2,1%. La Gran Bretagna, invece, nonostante le incertezze legate alla Brexit, è stimata in crescita dell'1,3%, così come la Francia.

Anche per quanto riguarda il 2020 le stime per il nostro Paese non sono entusiasmanti; l'Italia dovrebbe crescere dello 0,7% contro una media dell'area Euro del 1,5%. La crescita per il 2020 è naturalmente calcolata al netto di eventuali aumenti dell'Iva che, allo stato degli atti, sono in programma.

La Commissione ha nuovamente ribadito la preoccupazione per i conti pubblici; con questa sommessa crescita e con questa spesa pubblica, sia il deficit che il debito saliranno fortemente. Secondo la nuova stima il rapporto deficit/pil dovrebbe salire al +2,5% nel 2019 e addirittura al +3,5% nel 2020, mentre il rapporto debito/pil dovrebbe salire al 133,7% quest'anno e al 135,2% nel 2020.

Secondo la Commissione, inoltre, è "improbabile che il mercato del lavoro sfugga all'impatto dell'economia stagnante, come indicano le sommesse aspettative di impiego delle imprese. Ci si aspetta che la crescita dell'occupazione si arresterà nel 2019".

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