Consiglio dei Ministri: revocato l'incarico a Siri. Prevale la linea di Conte e del M5S

Convocato alle ore 9:45 a Palazzo Chigi, il Cdm è partito con un'ora di ritardo a causa di una riunione dei leghisti.

Aggiornamento ore 12:50 - Si è concluso il Consiglio dei Ministri di oggi, che circa due ore fa si è aperto direttamente dalle "varie ed eventuali" ossia con il caso Siri. Il Premier ha chiesto di affrontarlo subito e ha esposto i motivi per cui ha chiesto la revoca dell'incarico di sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Durante la discussione la ministra leghista della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha difeso Siri, respingendo la richiesta di Conte, ma alla fine la linea del Premier, ossia del M5S, ha prevalso e così il mandato a Siri è stato revocato, il leghista è fuori dal governo, torna a fare solo il senatore.

Uscendo dal Cdm il vicepremier e leader della Lega Salvini ha detto che c'è stata una "discussione civile e pacata" e che ha fiducia nel Premier, ma che continuerà a difendere Siri perché è innocente fino a prova contraria.

Aggiornamento ore 10:41 - Il Consiglio dei Ministri è cominciato alle ore 10:38, quindi con più di 50 minuti di ritardo.

Aggiornamento ore 10:35 - Il Consiglio dei Ministri non è ancora cominciato, ha dunque circa tre quarti d'ora di ritardo, a causa di una riunione di Matteo Salvini con i suoi ministri. Ricordiamo che dovrebbe finire prima delle 12 a causa di un impegno del Premier.

L'ordine del giorno del Cdm

Per le ore 9:45 di questa mattina, mercoledì 8 maggio 2019, è convocato a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri n. 58 del governo guidato da Giuseppe Conte. All'ordine del giorno ci sono i seguenti punti:

- esame definitivo della Presidenza e del ministro dell'Economia del decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2007/828 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 che modifica la direttiva 2007/36/CE per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti;

- esame definitivo della Presidenza e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2016/798 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 maggio 2016 sulla sicurezza delle ferrovie;

- esame definitivo della Presidenza e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2016/797 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 maggio 2016 relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea;

- esame definitivo del ministro della Salute del decreto legislativo che apporta modifica al decreto n. 200 del 6 novembre 2007 di attuazione della direttiva 2005/28/CE, adottato in attuazione della delega per il riassetto e la riforma della normativa in materia di sperimentazione clinica dei medicinali a uso umano, secondo i criteri direttivi previsti dall'articolo 1, commi 1 e 2, della legge n. 3 dell'11 gennaio 2018.

- leggi regionali;

- varie ed eventuali.

Ebbene, è proprio quel "varie ed eventuali" il punto più spinoso del Consiglio dei Ministri di oggi, perché prevede la discussione del caso di Armando Siri, il sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che risulta indagato per corruzione. Ieri Luigi Di Maio ha fatto un ultimo appello alla Lega di Matteo Salvini affinché facesse dimettere Siri prima del Cdm di oggi, in modo da non arrivare a fare una conta, ma i leghisti non hanno mollato e così resta il serio rischio che si arrivi ai voti e in quel caso il MoVimento 5 Stelle avrebbe la meglio, avendo nove ministri che voterebbero a favore della revoca del mandato a Siri, contro i sei della Lega. Ma uno scontro del genere potrebbe anche aprire una crisi di governo vera e propria, a meno di venti giorni dalle elezioni europee.

Il Cdm dovrebbe concludersi prima delle 12, perché a quell'ora il Presidente Conte ha un altro importante appuntamento: incontrerà presso il Tempio Maggiore di Roma un gruppo di giovani di religione ebraica della Comunità degli Stati Indipendenti, provenienti da Federazione Russa, Azerbaijan, Bielorussia, Kazakhstan e Uzbekistan.

Consiglio dei ministri oggi mercoledì 8 maggio 2019

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