Siri, Conte evita la conta e la spaccatura del governo (per ora)

Sulle dimissioni di Siri alla fine ha prevalso la linea del M5s e di Luigi Di Maio, sposata in pieno dal premier Giuseppe Conte che oggi ha revocato dal governo il sottosegretario leghista al MIT senza passare per un voto in Consiglio dei ministri. Una conta che avrebbe inevitabilmente spaccato il governo più di quanto non lo sia già, che avrebbe potuto far saltare il tavolo prima delle elezioni europee del 26 maggio.

Salvini nelle ultime ore aveva avvertito che i ministri della Lega avrebbero votato contro la revoca, che sarebbe però passata comunque perché i 5 Stelle hanno la maggioranza in Cdm. Sulla proposta di revoca di Siri avanzata da Conte non c'è stato dunque alcun voto mentre tutti i ministri hanno rinnovato la loro fiducia nel capo del governo, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi. Una vittoria per Conte che ha poi parlato di "scelta migliore" per l’esecutivo.

Ma com’è andata la riunione? Le cronache raccontano di un Consiglio dei ministri teso, iniziato in forte ritardo ma che è durato poco più di un’ora. Praticamente il tempo di dimissionare Siri. La difesa del senatore e ormai ex sottosegretario del Carroccio è stata affidata dalla Lega al ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, noto avvocato penalista, che si è scontrata in contraddittorio con il presidente del Consiglio, anche lui avvocato e docente di diritto, respingendone la richiesta.

Secondo fonti della Lega la discussione è stata "civile e pacata" e la "fiducia nel premier" è confermata ma "Siri resta innocente fino a prova contraria". Tutto qui?

A Salvini, che fino a ieri ha difeso a spada tratta il posto di Siri, la sconfitta non brucia? La parola d’ordine per ora sarebbe basso profilo. Il leader della Lega è in realtà pronto al varco, puntando tutto su autonomia e flat tax per far dimenticare il caso Siri. Mentre Di Maio e i 5 stelle da qui alle elezioni insisteranno sulla questione morale, sulla legge spazzacorrotti che funziona, come detto ieri dopo gli arresti legati alla presunta nuova tangentopoli milanese, e sul "nessuna ombra" sul governo. Grazie alla loro azione.

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