Francesco Polacchi, editore di AltaForte, è indagato per apologia del fascismo

Francesco Polacchi

Francesco Polacchi, storico attivista di CasaPound ed editore di Altaforte Edizioni, la casa editrice vicina al partito di estrema destra finita al centro di una polemica per la sua partecipazione al Salone del Libro di Torino, è indagato dalla Procura di Torino per apologia del fascismo.

Il 33enne romano, coordinatore regionale di CasaPound in Lombardia, è sempre stato in prima fila del partito di estrema destra, ma solo ora è finito nel mirino della Procura di Torino dopo un esposto presentato dalla città di Torino e dalla Regione Piemonte per alcune frasi pronunciate da Polacchi, come "Io sono fascista", "l'antifascismo è il vero male di questo Paese" e "Mussolini è il miglior statista italiano".

La legge che nel 1952 ha introdotto il reato di apologia del fascismo, parla chiaro:

Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità ideate nell’art. 1 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni [...] Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni [...] La pena è della reclusione da due a cinque anni se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa.

Polacchi non ha mai nascosto la propria ammirazione per il ventennio fascista e l'operato di Benito Mussolini e in passato, come illustra in modo chiaro oggi La Stampa, non ha rinunciato a sporcarsi le mani in aggressioni di stampo neofascista: nel 2007 ha partecipato all'aggressione di quattro ragazzi in Costa Smeralanda - e fu allontanato per questo - mentre l'anno successivo fu tra gli esponenti di CasaPound che si scontrarono col corteo degli studenti a piazza Navona a Roma.

Nei giorni successivi partecipò all'irruzione negli studi di Chi L'Ha Visto? insieme ad altri membri di CasaPound e pochi anni dopo, nell'aprile 2010, finì in ospedale dopo aver preso parte all'aggressione di un gruppo di militanti del centro sociale Acrobax a Roma. E la lista continua ancora molto.

Ora, nonostante sia stato per anni nel mirino della Digos, qualcuno ha deciso di rispolverare quel reato tanto contestato che raramente viene applicato: l'apologia del fascismo. Sarà la magistratura, ora, a fare le dovute valutazioni.

Foto | Facebook

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